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CIA TOSCANA, APPLICARE SUBITO DELIBERA REGIONE PER CONTENERE UNGULATI

“La nuova delibera della Regione Toscana, sulla modalità per svolgere l’attività in sicurezza il controllo fauna selvatica e caccia di selezione, dimostra sensibilità ed attenzione della Giunta e dell’assessore Remaschi per una criticità diffusa e ben presente in tutto il territorio toscano. A questo punto è necessario che i soggetti preposti si attivino con tempestività ed efficacia. Chiediamo coerenza e responsabilità per applicazione delibera della Regione Toscana, agli ATC, alle polizie provinciali, alle guardie volontarie ed ai cacciatori. Invitiamo gli agricoltori a segnalare la presenza della fauna selvatica, degli ungulati per richiedere interventi tempestivi a salvaguardia delle coltivazioni e prodotti agricoli”.

E’ questo il commento di Giordano Pascucci, direttore Cia Agricoltori Italiani della Toscana, alla delibera della Regione Toscana con la quale, anche alla luce di quanto disposto dall’ordinanza 36 del presidente della Regione, si conferma che l’attuazione degli interventi di controllo e contenimento, anche in ambito urbano, da parte della Polizia provinciale può essere effettuata attraverso il coordinamento di tutti i soggetti abilitati dalla legge regionale, che potranno agire anche in contemporanea, ma nel rispetto delle misure di distanziamento sociale.

“E’ necessario proseguire nella strada di una corretta gestione faunistico-venatoria per salvaguardare le colture e tutelare gli agricoltori toscani dai danni provocati da cinghiali, caprioli e predazioni dei lupi”, ricorda il presidente di Cia Toscana Luca Brunelli.

Si contano in Toscana oltre 400 mila ungulati “che – aggiunge Brunelli – impediscono agli agricoltori di produrre, danneggiano i boschi e l’ambiente, provocano incidenti alle popolazioni. I dati ci dicono che la situazione è drammatica”.

La densità dei cinghiali è ormai a livelli spaventosi: per ogni 100 ettari di territorio ci sono almeno 20 cinghiali, mentre il Piano faunistico regionale ne prevede da 0,5 ad un massimo di 5 capi. Per ogni agricoltore ci sono ormai 5 capi di ungulati; per ogni pecora c’è 1 ungulato, per ogni maiale 3,5 e per ogni bovino 5 ungulati. Danni alle colture che ormai da sei anni, in Toscana, ammontano a oltre 4 milioni di euro annui.

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