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Fernanda Cecchini

CIA UMBRIA. CONSEGNATA ALL’ASS. CECCHINI LA PROPOSTA DI MODIFICA ALLA 157/92

Il Presidente CIA-Agricoltori Italiani Umbria ha consegnato questa mattina la Proposta di modifica alla Legge sulla caccia 157/92 all’Assessore regionale alle Politiche agricole, Fernanda Cecchini. La richiesta di un incontro lanciata lunedì scorso è stata prontamente accolta: il Presidente Matteo Bartolini ha esposto all’Assessore la necessità urgente di un passaggio giuridico dal concetto di ‘tutela’ a quello di ‘gestione’ per salvaguardare l’economia e la stessa sostenibilità ambientale di quei territori dell’Umbria ormai tartassati dai continui danni da fauna selvatica.

Esprimiamo soddisfazione per l’accoglimento dell’Assessore Cecchini alle nostre istanze su un cambio di rotta della vecchia normativa, in particolare circa la piena apertura sulla questione che riguarda le aree protette dell’Umbria, da portare all’attenzione del Governo: il Parco del Monte Cucco, del Monte Subasio, del Lago Trasimeno, di Colfiorito, così come i parchi fluviali del Tevere e del Nera e il Sistema territoriale del Monte Peglia e della Selva di Meana. Luoghi vivi, in cui operano le nostre imprese agricole, ma anche abitate da cittadini sempre più esposti al rischio di attacchi della fauna selvatica ormai fuori controllo. Una situazione frutto di una tutela eccessiva  – ha commentato Bartolini – che dura ormai da 27 anni (la legge è del 1992) e ad oggi completamente ingiustificata, considerando il fatto che nessuna delle specie che popolano i nostri parchi è attualmente a rischio estinzione. Cinghiali in primis, che causano la maggior parte dei danni alle coltivazioni, e che si traducono in richieste di risarcimento in continuo aumento con importi liquidati che sfiorano il ridicolo”.

L’incontro di oggi è stato un passo importante a livello regionale, il prossimo appuntamento è la mobilitazione interregionale Umbria e Toscana in programma venerdì 24 maggio, a partire dalle ore 10, all’uscita del raccordo autostradale di Bettolle (SI). Uniti per chiedere a Regioni e Governo la tempestiva modifica della Legge 157/92.

 

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