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Bruno Modugno

CIAO BRUNO!

Roma, 22 luglio 2020 – Questa notte è venuto a mancare Bruno Modugno, da sempre un punto di riferimento per la caccia e la ruralità nel nostro Paese.

Federazione Italiana della Caccia, e con lei tutti i cacciatori italiani, piange la scomparsa di un grande giornalista, uomo di cultura, cacciatore e amico.

Desidero esprimere alla famiglia, ai tanti amici, ai suoi collaboratori e alle persone che lo stimavano il mio cordoglio più vivo per questa perdita – ha dichiarato il Presidente Massimo Buconi non appena appresa la notizia – La grande famiglia dei cacciatori perde un altro importante componente, che si è sempre speso per la nostra passione. Ci mancheranno il suo piglio, la sua professionalità, il suo entusiasmo ancora vivo e fresco”.

Nell’ultima Assemblea nazionale della Federazione gli era stato conferito il titolo di “Gentiluomo cacciatore”, la massima onorificenza della Federcaccia prevista per chi con la propria vita e il proprio esempio ha portato lustro alla caccia. Un titolo che Modugno, insieme ai pochi altri insigniti di questo riconoscimento, ha meritato pienamente.

Lo ricordiamo proprio riportando la motivazione scritta per l’occasione:

“Giornalista, conduttore e autore di programmi culturali per la Rai, nella sua lunga e ancora ininterrotta carriera ha dedicato la sua vita personale e professionale alla tutela dell’ambiente e della fauna selvatica, e alla pratica e alla valorizzazione della caccia attraverso una continua opera di divulgazione delle diverse forme dell’attività venatoria, tramite una corretta informazione tesa anche a rintuzzare gli attacchi più astiosi delle frange animaliste e abolizioniste nel periodo referendario, mettendo sempre la propria professionalità, cultura e passione a disposizione del mondo della caccia e del suo associazionismo, con competenza e lungimiranza.

I numerosi documentari da lui girati hanno portato al grande pubblico i temi dell’etnologia, dell’avventura, dell’ambiente e dell’attività venatoria.

Esempio da seguire per la passione e la disponibilità nel promuovere e sostenere l’attività venatoria nelle sue diverse forme e per quell’amore per la caccia tanto forte da indurlo ad affrontare ancora oggi fatiche che ne fanno un riferimento per tutti”.

Parole sentite, ancora più vere e vive oggi che ne piangiamo la scomparsa e salutiamo un amico sincero.

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