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CINGHIALI: DA PROBLEMA A RISORSA ALIMENTARE BIO

CINGHIALI: DA PROBLEMA A RISORSA ALIMENTARE BIO

Trasformare quello che è vissuto come un problema, come il sovrappopolamento dei cinghiali in Liguria, in una risorsa. La notizia viene da Il Secolo XIX del 7 dicembre, con un articolo di Donata Bonometti.

“L’Italia,così come la Liguria, importa tonnellate di selvaggina dall’ Europa del Nord, mentre potremmo consumare la nostra: carne bio a filiera corta, e magari igienicamente più controllata”. Andrea Campanile, presidente della sezione Genovese di Federcaccia, ricorda che c’è una direttiva Cee entrata in vigore nel 2006, una legge italiana sulla commercializzazione degli animali selvatici cacciati. “Superate le diffidenze, informati e preparati i cacciatori come stiamo facendo con i corsi insieme alla Provincia, io spero che si concretizzi questo progetto, con un ritorno economico e anche culturale”.

La proposta è formulata nelle conclusioni del libro dello zoologo Andréa Marsan, dal titolo “Gli ungulati selvatici in Liguria”, una vasta indagine sulla situazione più aggiornata di questa popolosissima categoria di animali.

Favorevole anche Legambiente, nella persona del coordinatore regionale Santo Grammatico “Non sono contrario a una filiera di carne di cinghiale o di ungulato commercializzata, soprattutto se ciò avviene all’interno degli abbattimenti pianificati per legge e purché non si corra il rischio di una mattanza”. ” E invitando eventualmente le squadre dei cacciatori ad aderire, volontariamente si intende” specifica quindi l’assessore all’Ambiente della Provincia di Genova Renata Briano, la quale precisa che sull’argomento ci si sta ragionando non solo con la presidenza della Provincia ma anche, appunto, con i vertici di Federcaccia “con i quali abbiamo organizzato il primo corso sulle leggi europee inerenti la commercializzazione ma anche sulle direttive riguardanti l’igiene”.

A.B.

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