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CINGHIALI: PER IL PARCO DEI GESSI SERVE INTERVENTO REGIONE

“I problemi causati dai cinghiali al Parco dei Gessi sono gli stessi che deve affrontare chiunque faccia agricoltura sull’Appennino bolognese”. Commenta così Coldiretti Bologna la situazione critica di questi giorni culminata con la richiesta da parte dei residenti del Parco delle dimissioni dei vertici dell’Ente Parchi.

“L’Ente ha tentato degli interventi di prelievo e contenimento” continua Coldiretti Bologna “ma i cinghiali sono aumentati e con loro i danni che arrecano alle aziende agricole e all’ambiente. A questo punto è evidente che si tratta di misure inefficaci. Chiediamo un nuovo tavolo di confronto con i nuovi vertici regionali per trovare il modo di non penalizzare gli imprenditori agricoli che non solo in quell’area non vedono valorizzato il loro prodotto, ma si trovano nelle condizioni di non poter praticamente più fare il loro lavoro”.

Coldiretti Bologna rileva come i selvatici continuino ad aumentare di numero, causando non solo ingenti danni alle colture, ma rivelandosi sempre più spesso un pericolo per la cittadinanza, con oltre 800 incidenti stradali causati, solo dai cinghiali, fra il 2012 e il 2017.

La crescita dei cinghiali – comunica Coldiretti Bologna – è costante e incontrollata, non sono più ormai rari gli avvistamenti anche in pianura, come è capitato a Imola e a San Lazzaro di Savena.

“C’è il rischio concreto” ha dichiarato la presidente di Coldiretti Bologna Valentina Borghi “che i danni dei cinghiali in costante aumento, uniti ai gravi disagi provocati dai rovesci del maltempo incentivino gli agricoltori all’abbandono delle zone montane”. “L’agricoltura degli Appennini è un presidio fondamentale per la vita di molti territori rurali ed è strategica per la lotta al dissesto idrogeologico” continua la Borghi, “le conseguenze dell’abbandono le abbiamo sotto agli occhi, con gli episodi di frane e smottamenti che hanno interessato tutto il nostro territorio”.

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