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CONTROLLO VOLPI, FIDC ANCONA CONTRO ANIMALISTI

CONTROLLO VOLPI, FIDC ANCONA CONTRO ANIMALISTI

Ivo Amico, presidente della Fidc provinciale di Ancona ha risposto all’articolo “Fermiamo la caccia alla volpe” scritto da 22 associazioni animaliste e pubblicato su un quotidiano regionale. “Solo per correttezza d’informazione, – si legge nel testo – mi corre l’obbligo di fare alcune precisazioni. Non è di caccia che si tratta, ma di controllo selettivo (che è altra cosa) ed è praticato esclusivamente negli Istituti di gestione, ovvero meno del 10% del territorio agro-silvo-pastorale. L’utilizzo della carabina è inesistente e la caccia notturna col faro appartiene al bracconaggio (perseguito). I cani, segugi che tracciano e scovano, difficilmente aggrediscono le volpi, men che mai s’avventurano nelle tane per “sbranarle”. I corsi per operatore faunistico, non concedono ‘licenza di uccidere’, ma rappresentano un momento di necessaria crescita e conoscenza per quanti seriamente praticano l’attività venatoria. La Provincia di Ancona (a differenza di altre), non ha mai fatto l’occhiolino ai cacciatori, tutt’altro. Quel non molto che concede è supportato da dati, pareri e legalità che verrà ancor più rimarcata dall’istituito Osservatorio regionale. Il presidente Gian Mario Spacca, attento alle creature tutte che calcano il suolo regionale, ritengo possa aver accostato la caccia al ‘divertimento’ unicamente per un refuso. Facciamola finita di criminalizzare! L’alta corte di Strasburgo ha recentemente sentenziato che la caccia è attività legittima anzi necessaria. Affrontiamo il tema in maniera pragmatica, come in Francia, dove ognuno nel suo ruolo e con la sua sensibilità, nel rispetto delle regole, magari non condividendole tutte, le accetta o, civilmente, le confuta per migliorarle in sinergia. Poi se si preferisce ammirare sterminati branchi di intoccabili cornacchie diventate (al posto del Picchio) emblema della Regione Marche, continuiamo con le polemiche strumentali e sterili. Personalmente gioisco nel poter riammirare poiane, falchi, astori che l’umana stupidità ‘aiutava’ a spirare, così pure i cervidi e il lupo che, però, non può confliggere con chi faticosamente cerca di sopravvivere mantenendo vivi allevamenti e territori marginali sui nostri monti“.

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