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COVID-19, DALLA REGIONE LAZIO PROROGATI I TERMINI PER LE SCADENZE DEI CACCIATORI

Il presidente Pompetti: “Un pensiero in meno nelle case di molti di noi”

Covid-19, dalla Regione Lazio più tempo per i cacciatori, e per i concessionari di aziende faunistico-venatorie, per adempiere ai rispettivi obblighi. Con delibera della giunta regionale dello scorso 18 marzo, su proposta dell’Assessorato all’Agricoltura, promozione della filiera e della cultura del cibo, ambiente e risorse naturali, la Regione ha deciso di prorogare le scadenze previste dalla legge regionale 17/95 relativamente alla riconsegna dei tesserini venatori da parte dei cacciatori e agli adempimenti per le aziende faunistico-veatorie.

In particolare, il termine per la riconsegna dei tesserini della stagione precedente, la cui scadenza è di norma fissata al 31 marzo dell’anno in corso, è prorogato fino al prossimo primo giugno. Allo stesso tempo, per i titolari di concessione di azienda faunistico-venatoria ci sarà tempo, rispettivamente, fino al prossimo 15 maggio per la presentazione della relazione sulla stima della consistenza faunistica della propria azienda, e fino al prossimo 15 giugno per la presentazione del piano annuale di assestamento e di prelievo, fermi restando i 60 giorni di tempo, dalla data di ricezione, per l’adozione del provvedimento di approvazione o di diniego da parte della Direzione regionale agricoltura, promozione della filiera e della cultura del cibo, caccia e pesca.

“Prendiamo atto con soddisfazione – dichiara Aldo Pompetti, presidente di Federcaccia Lazio – del buonsenso dimostrato dalla Regione nei confronti della nostra categoria, in un momento particolarmente delicato per tutti i cittadini. In questo modo migliaia di cacciatori non dovranno incorrere nelle sanzioni, previste dalla legge, per chi ritarda la riconsegna del tesserino venatorio oltre il 31 marzo. Allo stesso tempo, chi gestisce un’azienda di valore faunistico non andrà in difficoltà per cause indipendenti dalla sua volontà. In attesa che passi l’emergenza – conclude Pompetti -, questo provvedimento toglie se non altro un pensiero, un’incombenza in molte case di noi cacciatori”.

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