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DALL’OLIO: ANCHE I CACCIATORI SOSTENGONO LA BIODIVERSITÀ

DALL’OLIO: ANCHE I CACCIATORI SOSTENGONO LA BIODIVERSITÀ

L’iniziativa dell’Onu è stata inaugurata lo scorso 11 gennaio a Berlino e il Wwf non ha lasciato passare neanche un giorno prima di inserire la caccia eccessiva tra i fenomeni che minacciano le specie del nostro Paese, ignorando completamente l’importante attività svolta dai cacciatori nella salvaguardia della fauna e degli habitat.

Il 2010 sarà l’Anno della biodiversità. L’iniziativa dell’Onu ha preso il via lo scorso 11 gennaio a Berlino e coinvolgerà tutti i Paesi nell’ambito del “Countdown 2010” delle Nazioni Unite, il conto alla rovescia per ridurre la perdita della diversità biologica entro l’anno. E speriamo davvero che sia l’anno della biodiversità per tutti, anche per i cacciatori. Nonostante la Comunità Europea riconosca a pieno il ruolo importante che l’attività venatoria riveste nella salvaguardia di fauna e territorio, e quindi anche nel mantenimento dell’equilibrio tra le specie, fattore essenziale per la sopravvivenza degli animali oggi presenti sul nostro Pianeta, in Italia è già partita l’ennesima campagna della demagogia. In testa il Wwf. Nella lettera inviata proprio l’11 gennaio al Presidente della Repubblica e alle altre alte cariche dello Stato l’associazione ambientalista, dopo aver affermato che l’Italia è il Paese Europeo più ricco di biodiversità, sostiene che a minacciare di estinzione molte specie ci sarebbero “la modifica degli habitat e il consumo del suolo e non ultime, ancora oggi, il bracconaggio ai danni di specie sempre più rare e la caccia eccessiva“. Ancora una volta insomma, si accostano i bracconieri ai cacciatori, nonostante l’unanime condanna del bracconaggio da parte del mondo venatorio. Inoltre non sembra ricordare il Wwf, che in Italia la caccia è  severamente regolamentata da normative e calendari venatori basati su censimenti e criteri scientifici, né che proprio grazie al prelievo venatorio si riesce a contenere le specie oggettivamente dannose per altre, perché in esubero, e neppure che anche i cacciatori contribuiscono, attraverso la gestione di fauna e territorio, non solo al mantenimento, ma anche al ripopolamento ed al recupero degli habitat, come sottolineato dal presidente nazionale di Federcaccia Gianluca Dall’Olio: “È proprio grazie alla gestione di ambiente e fauna che la biodiversità può essere preservata e dove gli Ambiti territoriali di caccia hanno trovato corretta applicazione questo è avvenuto. La caccia – conclude – non è, come abbiamo letto in questi giorni, una minaccia alla biodiversità, lo sostiene anche la Comunità Europea. L’attività venatoria, infatti, è pianificata in base ai censimenti e a valutazioni che puntano proprio a mantenere la giusta densità sul territorio delle specie“. “Abbiamo necessità di una svolta assolutamente adesso, e non chissà quando“, ha detto durante l’inaugurazione dell’Anno della biodiversità il cancelliere tedesco Angela Merkel, parlando di una sfida planetaria che coinvolgerà tutti. In Italia la svolta dovrà avere una forza ancora maggiore, perché presuppone il riconoscimento del ruolo che ogni cittadino ha nella salvaguardia dell’ambiente, la cui difesa non è solo appannaggio degli ambientalisti, ma anche dei cacciatori e degli agricoltori. Ognuna di queste categorie, infatti, ha a disposizione i propri mezzi, unici ed efficaci, per garantire la sopravvivenza delle specie. Ci auguriamo che in Italia il 2010 rimanga l’Anno per la biodiversità e non si trasformi nell’Anno contro la caccia per la biodiversità, che una manifestazione planetaria non si riduca ad un altro di quegli episodi di “fraintendimento” culturale che si verificano nel nostro Paese quando si parla di ambiente.

Valeria Bellagamba

Tratto da Caccia & Tiro n° 2 (Primo Piano)

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