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Dall’Olio sulle modifiche alla 157/92: “Le istituzioni avviino un processo di mediazione”.

Dall’Olio sulle modifiche alla 157/92: “Le istituzioni avviino un processo di mediazione”.

L’ha detto il vicepresidente Federcaccia durante il suo intervento al Convegno organizzato dall’Intergruppo “Amici del tiro, della caccia e della pesca” dal titolo “Insieme per la natura? Perché no: dall’utopia all’azione. Un esempio pratico dalla vicina Francia”.

In Francia, dopo una faticosa ma produttiva tavola rotonda, presieduta dal parlamentare Jérôme Bignon e voluta Presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy, cacciatori, ambientalisti, agricoltori, produttori del legno, pubblici e privati, e tutti gli altri che si occupano della gestione dello spazio naturale e rurale, hanno firmato un accordo che porterà ad una nuova legge su caccia e ambiente. Bignon ne ha parlato durante l’incontro “Insieme per la natura? Perché no: dall’utopia all’azione. Un esempio pratico dalla vicina Francia” organizzato dall’Intergruppo parlamentare “Amici del tiro, della caccia e della pesca”, un’occasione di riunione e confronto per i rappresentanti di associazioni venatorie, agricole e ambientaliste italiane, che sono stati accolti dall’on. Luciano Rossi, presidente dell’Intergruppo. Nel suo appassionato intervento l’on. Bignon ha illustrato l’iter che ha portato alla creazione in Francia della “Table ronde” e i contenuti dell’accordo raggiunto, affermando che il modello francese può essere esportato anche in Italia, se si riuscirà a trovare una condivisione di tutte le forze in campo e se il mondo politico riuscirà ad avere una visione trasversale e globale del problema.

Anche per il vice presidente Fidc, Gian Luca Dall’Olio, intervenuto durante l’incontro, il modello francese potrebbe essere esportabile, se si riuscissero a superare alcuni ostacoli che in Italia fanno la differenza.

Nel nostro Paese abbiamo 7 associazioni venatorie, quindi necessariamente la concertazione non può essere tra pochi e il tavolo del confronto si allarga e si complica per la mancanza di sintesi  – ha sottolineato Dall’Olio – rendendo tutto più difficile. Sarebbe auspicabile che anche in questo Paese, come in tutti gli altri Paesi europei, ci fosse una sola associazione venatoria rappresentativa degli interessi dei cacciatori e dell’Italia. Un’altra questione riguarda l’assenza delle istituzioni. Mentre in Francia è il Presidente Sarkozy ad interessarsi all’accordo sulla caccia, in Italia la presenza di un mediatore così autorevole è una cosa sconosciuta. L’impegno che lo Stato francese ha messo in questa materia è di gran lunga superiore a quello espresso dal nostro Paese, basti pensare che in Francia in 9 anni sono state fatte 6 leggi su ambiente e caccia, in Italia 4 in 70 anni. Anche in Italia è indispensabile, inoltre, che la modifica della legge sulla caccia passi attraverso la conoscenza scientifica che può fornirci l’Ispra, ma è chiaro che l’Istituto deve avere a disposizione le opportune risorse per le ricerche, come accade negli altri Paesi. Vorrei sottolineare che oggi la Federcaccia – ha affermato il vicepresidente – ha accettato di partecipare al tavolo di modifica della 157/92, come segno di civiltà e nel rispetto del ruolo di moderazione trasversale che la Federazione ha da 100 anni, ma la mediazione delle istituzioni è necessaria, perché anche in Italia, come in Francia, il tavolo del confronto è complicato e litigioso e quindi poco produttivo. Si auspica che anche nel nostro Paese le istituzioni avviino un processo di mediazione affinché il tavolo del confronto divenga propositivo”.

Durante l’incontro, al quale ha partecipato anche Thierry Coste, lobbista e rappresentante dell’Associazione francese dei cacciatori, sono intervenuti, moderati dal giornalista Rai Roberto Pippan, anche Giovanni Bana, presidente dell’Anuu Migratoristi; Osvaldo Veneziano, presidente di Arcicaccia; Roberto Cicognani, vicepresidente di Enalcaccia; Paolo Sparvoli, presidente della Liberacaccia; Sara Fioravanti, del Wwf; Andrea Morabito di Legambiente, Danilo Selvaggi della Lipu; l’on. Annamaria Procacci, consigliere Enpa; Stefano Masini di Coldiretti; Anna Maria Bianchi del Ministero delle Politiche Agricole. Ha concluso i lavori il presidente della Commissione Agricoltura della Camera, on. Paolo Russo, che ha detto di guardare oltre la modifica della legge 157/92, con la volontà di costruire insieme un new deal, un processo di modernizzazione della società che guardi a temi più ampi e attuali come l’ambiente, il territorio, la caccia e la ruralità.

Qui il testo integrale dell’accordo sulla caccia siglato in Francia.

V.B.

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