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DALL’ASSOCIAZIONE WILDERNESS LE ULTIME SULL’ORSO MARSICANO.

  1. Un esemplare adulto è stato più volte osservato nei dintorni del paese di Sante Marie, tra Tagliacozzo e Carsoli, in pratica quasi a metà strada tra il Parco d’Abruzzo e Roma. Certamente ci diranno che l’allontanamento è dovuto alla crescita della popolazione: peccato che nel cuore del Parco di orsi ce ne siano sempre di meno! Un tempo queste scorribande erano meri casi eccezionali, oggi sono la norma. Gli orsi non amano fare i turisti, e se si allontanano è perché hanno le loro ragioni, e le loro ragioni sono sempre le stesse: o la ricerca delle femmine (cosa che non è, visto che non siamo in primavera) o la ricerca del cibo, cosa probabile visto che siamo in autunno. E se vanno a cercare il cibo fino alle Sante Marie, vuole dire che a casa loro di cibo non ne trovano più! Ovviamente, gli orsi non vanno alla ricerca di radici ed erbe o di qualche carcassa di animale casualmente morto di morte naturale, ma quel cibo che da migliaia di anni gli procurava, indirettamente, l’uomo, e che le autorità del Parco si ostinano a non favorirne il ritrovamento (campi di mais e pecore a perdere).

 

  1. Non hanno fatto nulla di concreto per far aumentare gli orsi marsicani, benché le cose da fare almeno l’AIW e Franco Zunino siano quasi 50 anni che lo vanno scrivendo e dicendo in tutte le salse. Sono stati spesi oltre 13 milioni (alcuni dicono 15!) di euro in studi e ricerche, da parte di vari organismi ed autorità. Gli orsi sono scesi a meno di 50 e vivono ormai sparsi in mezzo Abruzzo e suoi circondari, ed hanno svuotato lo stesso Parco Nazionale visto che si sono trasferiti attorno a tutti i paesi della Marsica, della Ciociaria e del Molise in cerca di cibo. Eppure il WWF se l’è presa con i parlamentari, come se fosse colpa dei governi, visto che lo scorso 10 ottobre hanno manifestato a Roma in piazza Montecitorio (ottenendo il solito  successo mediatico che all’orso non è mai servito a nulla) esponendo 50 orsetti di cartapesta per simboleggiarne il raddoppio entro il 2050. Hanno forse anche mistificato sulle sue morti, affibbiandone ben il 40% a fantomatici bracconieri che non sono mai esistiti e che offendono solo gli abruzzesi (come popolo, ovviamente!). Hanno esposto 50 orsetti di cartapesta. Li raddoppieranno senz’altro, e facilmente, e ben prima del 2050, pur di dire che ci sono riusciti… ma di cartapesta! I vivi? Dio solo sa se mai qualcuno giungerà al 2050! Avrebbero fatto meglio ad esporre pannocchie di mais e pecore, che sono ciò che l’orso va cercando spasmodicamente. Invece, magari, puntano ad ottenere il solito, inutile, ampliamento del Parco Nazionale!

 

  1. Ma poi, come si fa a “Custodire il Creato” violentandolo! E come si fa a  salvare l’Orso marsicano se poi nel periodo pre-letargico, il più delicato per l’animale, si organizzano manifestazioni con più di cento persone e musicanti, con l’adesione di: Parco Nazionale d’Abruzzo (con tanto di autorità!), CAI, WWF e FAI! Solo perché non si poteva “politicamente” dire di no ad un Vescovo ed al suo “superiore mandante”? Che senso ha battersi per l’Amazonia se non si rispetta la nostra di Amazonia? O andare a protestare davanti al Parlamento in difesa dell’orso marsicano, se poi lo si violenta nel suo habitat più delicato e nel momento più critico della sua vita? Poi ci si meraviglia se l’Orso è sceso fino alle Sante Marie (appunto!)! La stessa manifestazione, se voleva essere rispettosa, non la si poteva organizzare al Passo del Diavolo, comunque cuore del “Creato” – nonostante il suo negativo toponimo per la cristianità -, in quanto cuore e “porta” del Parco d’Abruzzo? Come ha sicuramente detto il Vescovo, Mistero della fede!

Quindi, che l’orso capisca e si adegui, se vuole salvarsi, perché l’uomo non è più in grado di aiutarlo!

(Franco Zunino – Segretario Generale AIW)

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