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EMERGENZA UNGULATI. CONFAGRICOLTURA: “SI PUÒ RISOLVERE DOTANDO LE REGIONI DI STRUMENTI IDONEI”

“Oltre ai noti e crescenti danni all’agricoltura, peraltro spesso sempre più specializzata e quindi pregiata, l’esuberante crescita di ungulati e altre specie che ormai sono arrivati a passeggiare per le vie centrali di paesi e città, ha posto e pone in pericolo la sicurezza di tutti, rappresentando un gravissimo rischio per le persone. Per questa ragione è necessaria una revisione della legge 157/92 che fornisca gli strumenti per ridurre queste problematiche.”

A sostenerlo è  Confagricoltura Grosseto per voce del suo presidente Attilio Tocchi. I danni causati dagli animali selvatici  solo nell’ultimo anno   sono stati stimati complessivamente in oltre 100 milioni di Euro. Nella sola Toscana,  guardando ai dati nudi e crudi, si evidenzia che in termini di indennizzi per danni da fauna selvatica  sono stati erogati in 10 anni  21,4 milioni di euro, di cui 3,18 milioni di euro solo nel 2016 (6 anni fa erano 1,6 milioni di euro). La provincia più liquidata è stata Siena con 5,4 milioni di euro, seguita da Firenze 4,4 e al terzo posto Grosseto con 3,5 milioni di euro. I soli danni da ungulati, sono stati indennizzati negli ultimi 6 anni con 13,4 milioni di euro (9,8 milioni solo per quelli provocati dai cinghiali) pari all’88,8% del totale.

“Quello che voglio evidenziare – continua il presidente di Confagricoltura Grosseto – è che non si tratta dunque solo di una questione di insostenibili risarcimenti danni e indennizzi per le depauperate casse pubbliche, ma di un vero e proprio flagello, di cui gli agricoltori per primi pagano il conto”.

Tocchi sottolinea poi come lo stesso Corpo Forestale dello Stato, nel 2015 aveva lanciato un allarme lamentando la carenza di una effettiva cognizione e presa d’atto della reale dimensione del fenomeno e dei rischi del suo esponenziale espandersi. “Duole constatare – puntualizza – come solo per chi continua a ignorare la realtà le cose restino uguali, mentre invece esiste la impellente necessità di adottare strumenti normativi che consentano alle Regioni, in caso di necessità, di far fronte efficacemente a situazioni d’emergenza anche ricorrendo, ma solo se necessario ad integrare le esigue risorse della pubblica amministrazione, all’ausilio di cacciatori adeguatamente formati. Ragione per cui  come Confagricoltura sosteniamo le proposte di modifica degli articoli 12 e 19 della legge 157/92 per fornire risposta ad una situazione che sta assumendo connotati emergenziali. Si badi bene – conclude Tocchi – questo non vuol dire, come qualcuno va dicendo, favorire la “caccia selvaggia”, ossia autorizzare abbattimenti senza limiti tali da privare l’attività venatoria di ogni regolamentazione. Casomai si tratta di interventi di controllo e di attuazione di piani di abbattimento che devono essere invece inquadrati come interventi straordinari di pubblica sicurezza, finalizzati ad evitare danni certi a persone e cose. Non accettiamo la distorsione della realtà e neppure confondere le esigenze di interesse collettivo con ingiustificabili preconcetti.” (Fonte CONFAGRICOLTURA)

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