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ENCI AL CONGRESSO ITALIANO DI TERIOLOGIA

Si è svolto negli scorsi giorni a Firenze l’XI Congresso Italiano di Teriologia, organizzato in collaborazione con la Scuola di Giurisprudenza e il Museo La Specola dell’Università degli Studi di Firenze, e la Società Italiana di Ecopatologia della Fauna (SIEF), uno degli appuntamenti più attesi di confronto tra studiosi, ricercatori, tecnici ed anche solo appassionati di biologia, ecologia, e conservazione dei mammiferi.

ENCI era presente assieme ad Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) con il Poster che illustra il primo progetto italiano di Ricerca di pellet fecali del genere Lepus con l’ausilio del cane da detection.

Partito due anni fa con una formazione sperimentale di unità cinofile specializzate per la conservazione della fauna, il progetto Enci ha avuto un importante approfondimento mediante una ricerca condotta in alcune aree dell’Abruzzo, grazie anche alla collaborazione degli ATC di Avezzano e Sulmona, sui cui territori si estendevano le aree selezionate per lo studio.

La fase di campo di ricerca dei pellet fecali di lepre nelle aree d’indagine è stata condotta da un binomio composto dal cane (uno springer spaniel inglese) e dal suo conduttore. La ricerca è stata condotta percorrendo un transetto nell’habitat di pastura della lepre dove il cane si muove a dx e sx del conduttore ispezionando l’area e segnalando i pellet fecali passivamente, ovvero immobilizzandosi sulla fonte di emanazione dell’odore. I pellet freschi, esenti da muffe, non schiacciati o rotti, sono stati campionati e raccolti per l’estrazione del DNA per la caratterizzazione della specie di lepre: italica o europea.

Su un totale di 51 campioni raccolti, la caratterizzazione della specie è stata effettuata con successo per 47 di essi: 24 sono stati assegnati a lepre italica (Lepus corsicanus) e 23 a lepre europea (Lepus europaeus). Solo per 4 campioni non è stato possibile effettuare la caratterizzazione probabilmente a causa del cattivo stato di conservazione del DNA .

L’utilizzo del cane ha migliorato notevolmente la raccolta dei pellet fecali (breve tempo  di ricerca e rilevamento in habitat e substrati difficili) ed il successo dell’analisi genetica (tasso di caratterizzazione del 92%).

Questo ha dimostrato l’importanza  di incorporare tecniche di campo tradizionali con campionamento effettuato mediante metodi efficaci e non invasivi basati sull’utilizzo di unità cinofile specializzate.

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