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ENCI – SCUOLA ANTI BRACCONAGGIO

Venerdì 10 maggio, alle ore 11.00 a Roma, presso il Comando Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari dell’Arma dei Carabinieri, si è svolto un incontro fra vari esperti del settore, per fare il punto sul bracconaggio in Italia, illustrando l’esperienza di SAFA, la prima Scuola di Alta Formazione Antibracconaggio, che ha visto ENCI partner attivo al fianco di Legambiente ed Arma dei Carabinieri.

Per l’ENCI erano presenti il Presidente Dino Muto e i Consiglieri Gianluca Di Giannantonio e Franco Gaudiano.

L’incontro è stato seguito da una dimostrazione pratica con successiva consegna degli attestati SAFA alle Unità Cinofile Anti Bracconaggio dell’Arma dei Carabinieri.

La partecipazione al SAFA ha rappresentato per ENCI un progetto ambizioso che, durante tutto il suo svolgimento, ha suscitato estremo interesse e raccolto numerosi riscontri positivi da parte di stampa, Enti, Istituzioni ed addetti ai lavori, stimolando un confronto internazionale per il perfezionamento delle tecniche di addestramento ed utilizzo dei cani in progetti di conservazione della fauna e dell’ambiente.

Le esperienze estere, in particolare quelle provenienti dal Continente africano, pesantemente colpito dalla piaga del bracconaggio a danno di specie a rischio di estinzione, testimoniano come ovunque siano state inserite Unità Cinofile Specializzate, queste hanno fatto la differenza sul livello di bracconaggio.

I cani, infatti, possono essere abili, veloci, performanti nella pista, nella ricerca di armi ed esplosivi e nel rilevamento della movimentazione illegale di specie protette, ma non tutti i cani indifferentemente possono essere impiegati in queste attività, giacché il programma di addestramento è particolarmente specialistico e tecnico e richiede particolari doti fisiche e caratteriali.

“Per questo motivo ENCI – ha affermato Dino Muto – nel suo ruolo istituzionale di promozione e valorizzazione della migliore selezione zootecnica delle razze canine, attraverso i propri allevatori e le proprie figure tecniche, si configura come un riferimento significativo per tutti i progetti in ambito conservazionistico che prevedono l’utilizzo di cani specializzati”. (Fonte Serena Donnini – ENCI)

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