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scarico acque reflue

FALSI PROBLEMI E INFRAZIONI VERE

E mentre il ministro Costa si occupa di moriglioni e pavoncelle, sfoggia upupe sul taschino della giacca a testimoniare la sua vicinanza alla LIPU (invero bastava e avanzava la scelta del capo segreteria) e sfila con la maglietta a sostegno della fuga dell’orso M49, pardon… Papillon, l’Europa che non sempre ma di solito si occupa di cose serie, ci bacchetta ancora una volta per le nostre mancanze in tema di ambiente.

Due gli ultimi richiami in ordine di tempo, ma molti altri ci sono stati e ancora non risolti, che riprendiamo da altrettante agenzie battute dalla AdnKronos ieri.

La prima, messa in mora per la lotta al gas serra: “La Commissione Europea ha inviato una lettera di messa in mora, il primo stadio della procedura di infrazione Ue, all’Italia e alla Romania per non aver notificato all’esecutivo comunitario le misure adottate per sanzionare le violazioni al regolamento sui gas fluorurati ad effetto serra, utilizzati in una serie di produzioni industriali, ad esempio nella catena del freddo. La notifica avrebbe dovuto essere fatta entro il primo gennaio 2017. Se gli Stati non risponderanno in maniera soddisfacente entro due mesi, la Commissione potrebbe inviare un parere motivato, il secondo stadio della procedura d’infrazione”.

E la seconda, sulle acque reflue urbane: “La Commissione Europea ha mandato all’Italia un parere motivato, il secondo stadio della procedura d’infrazione, perché non ha fatto in modo che 237 agglomerati urbani con oltre 2mila abitanti, situati in 13 regioni, abbiano sistemi adeguati per la raccolta e il trattamento delle acque di scarico. Per la Commissione gli agglomerati in questione (sparsi dalla Lombardia alla Sicilia, dalla Calabria al Friuli Venezia-Giulia) violano in diversi punti la direttiva Ue sulle acque reflue, cosa che hanno ammesso anche le autorità italiane. L’esecutivo comunitario “chiede che l’Italia invii informazioni aggiornate sui progressi compiuti in tutte le aree non in regola” e di mandare anche “chiarimenti su tutti gli agglomerati dichiarati in regola, ma per i quali le evidenze raccolte dalla Commissione suggeriscono il contrario”. La procedura d’infrazione è stata aperta con una lettera di messa in mora nel luglio 2018; in mancanza di risposte soddisfacenti, la Commissione potrebbe deferire l’Italia alla Corte di Giustizia”.

Sarebbe il caso il ministro Costa trovasse il tempo di occuparsi anche di questo, oltre ad altre quisquilie tipo terra dei fuochi, Ilva, rifiuti, consumo del suolo, qualità dell’aria, ecc….

Sempre che l’imminente inizio della stagione venatoria, vera piaga dell’Italia come lo è il traffico per Palermo (ricordate il film Johnny Stecchino di Benigni? https://www.youtube.com/watch?v=0MveTkhbvwc) gliene lasci il tempo.

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