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FIDASC. CI ASPETTAVAMO QUALCOSA DI PIÙ!

La pubblicazione della Circolare interpretativa del Ministero degli Interni sul Decreto di recepimento della Direttiva Armi merita alcune considerazioni da parte della Fidasc. Considerazioni, beninteso, di carattere generale, senza addentarci nei meandri tecnici che sicuramente altri sapranno affrontare e risolvere con una maggiore cognizione di causa.

La Fidasc, già in vista dell’audizione del 18 luglio presso l’Ufficio di presidenza della Commissione Affari costituzionali del Senato, aveva condiviso in toto la posizione unitaria maturata in una serie di incontri preliminari. Non solo, ma aveva inviato all’Anpam, che coordina l’intero comparto delle armi munizioni ed esplosivi, una articolata memoria con la quale sottolineava le esigenze degli atleti che utilizzano le armi sportive, evidenziando certe criticità contenute nel testo del d.lgs, specialmente su alcuni articoli quali il 3 (commi C ed E) sull’informativa ai familiari conviventi; il 5 (comma F) riguardante le misure di custodia sull’installazione di allarmi o blindature; il 7 relativo al limite di colpi acquistabili; e il 13, riguardante il rilascio delle certificazioni sanitare.

La circolare appena pubblicata evidenzia, purtroppo, che non tutte le richieste sono state accolte, e che persistono ancora alcune criticità irrisolte. Nonostante ciò, la Fidasc prende doverosamente atto del miglioramento complessivo apportato nel passaggio parlamentare, nel corso del quale un ruolo fondamentale è stato svolto sia dal lavoro di una parte del mondo politico, sia dalla costruttiva partecipazione dei rappresentanti del settore.

Realisticamente, alcune di queste criticità potrebbero ancora essere rimosse o stemperate con l’emanazione di un decreto correttivo che, tanto per fare un solo esempio, elimini l’ingiusta sperequazione fra le strutture pubbliche e gli impianti di tiro privati (molti rigorosamente a norma e approvati dal Coni), che rappresentano una componente fondamentale nella pratica e nella diffusione delle varie specialità di tiro.

La Federazione, quindi, nell’esprimere un moderato compiacimento per le modifiche apportate, non può che auspicare un ulteriore passo in avanti che soddisfi le legittime istanze del mondo sportivo del tiro in tutte le sue molteplici declinazioni.

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