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FIDC BRESCIA. CONTROLLO DEI CINGHIALI TRA GIUSTIZIA E RIFORME

Torniamo a parlare di cinghiali e dell’inchiesta promossa dalla Procura della Repubblica di Brescia in merito alla presunta irregolarità nel contenimento dei cinghiali nella nostra Provincia negli ultimi anni. Il Pubblico Ministero aveva chiesto per tre dirigenti dell’Ufficio Caccia di via Milano prima e di via Dalmazia oggi la sospensione dal servizio oltre che per il comandante della Polizia Provinciale e per due agenti dello stesso corpo. Il Giudice per le Indagini Preliminari, dott. Bonamartini, ha però accolto le tesi difensive ed ha rigettato le richieste del Pubblico Ministero precisando che “l’attività di controllo della popolazione di cinghiali è stata svolta da parte della provincia di Brescia in linea con il contenuto  del regolamento che il medesimo ente aveva adottato” precisando inoltre che “…..E’ evidente l’assenza di profili di illegittimità di tali provvedimenti…..”. Il comportamento degli uffici caccia della Regione Lombardia è stato in passato come lo è oggi corretto ed irreprensibile nel rispetto della legge; i dirigenti accusati sono dei galantuomini così come sono dei professionisti seri e rispettati gli agenti della Polizia Provinciale. Adesso però la giustizia deve fare il suo corso ma è sicuramente un argomento da affrontare velocemente la modifica della legge nazionale 157/92 per istituire la figura dell’Operatore Volontario a supporto degli organi di vigilanza. Fino ad allora il controllo dei cinghiali potranno effettuarlo sono i carabinieri forestali e la polizia provinciale.

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