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FIDC LOMBARDIA. SORVEGLIANZA ATTIVA DEI CACCIATORI CONTRO IL VIRUS DELL’AVIARIA

L’Istituto Zooprofliattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna (Izsler) e Regione Lombardia hanno attivato un programma di sorveglianza attiva sugli anatidi selvatici per tenere sotto controllo la situazione epidemiologica legata al virus dell’aviaria sull’avifauna selvatica: la ricerca sarà possibile grazie alla collaborazione volontaria di 11 appostamenti fissi di caccia agli anatidi individuati in tempo strettissimo.

La situazione epidemiologica nei confronti dell’influenza aviaria ad alta patogenicità in Europa è in costante sviluppo e si susseguono le conferme di nuove positività in volatili selvatici e nel pollame domestico in Germania, Paesi Bassi, Belgio, Regno Unito, Irlanda, Danimarca, Svezia, Francia, Polonia, Croazia, Slovenia, Italia, Spagna e Norvegia. Alla data del 12 dicembre 2020, le autorità veterinarie italiane hanno confermato la positività a virus HPAI sottotipo H5 (H5N1, H5N5 e H5N8) in tamponi cloacali, tracheali e/o dal piumaggio prelevati da volatili selvatici cacciati, da volatili selvatici campionati in vita o trovati moribondi nella regione Veneto.
In regione Lombardia l’attività di sorveglianza attiva nei confronti della avifauna selvatica è attuata secondo le disposizioni di cui alla DGR XI/345 del 16 luglio 2018, “Determinazioni in ordine alla sorveglianza sanitaria del virus di influenza aviaria nell’avifauna selvatica, in collaborazione con gli enti gestori dei parchi regionali”, di concerto con l’assessore Fabio Rolfi. Ad oggi non sono stati rinvenuti campioni positivi a virus HPAI nelle aree sottoposte a sorveglianza.

Considerato il contesto europeo e nazionale secondo Izsler risulta indispensabile, nella situazione epidemiologica odierna, predisporre un sistema di sorveglianza aggiuntivo per individuare precocemente, e in via prioritaria, la circolazione di virus influenzali HPAI nelle popolazioni di volatili acquatici selvatici, soprattutto in zone che si sono dimostrate a elevato rischio di infezione, al fine di attivare adeguate misure di controllo per prevenire epidemie nelle popolazioni di volatili domestici.

In accordo con IZSLER e Regione Lombardia l’attività di sorveglianza verrà effettuata presso 11 capanni presenti tra le ATS di Brescia, Valpadana (Cremona e Mantova) e Pavia. I responsabili di ciascun capanno sono già stati contattati e ne è stata acquisita la disponibilità a eseguire i campionamenti per un’attività di sorveglianza che durerà fino alla fine della stagione venatoria 2020/21.

Nei capanni selezionati e aderenti all’attività in Regione Lombardia i cacciatori avranno a disposizione tamponi con bastoncini di legno confezionati singolarmente, provette contenenti liquido di trasporto dove riporre i tamponi e la scheda di conferimento campioni precompilata.

L’inchiesta riguarderà tutti gli anatidi abbattuti nel capanno selezionato: i tamponi cloacali e le relative schede di conferimento di ciascun tampone eseguito verranno fatte pervenire ad Izsler il prima possibile. A seguito di una positività a virus influenzali ad alta (HPAI) o bassa (LPAI) patogenicità nell’ avifauna selvatica i Dipartimenti Veterinari delle ATS innalzeranno il livello di attenzione rispetto alle misure preventive previste dall’attuale normativa, al fine di ridurre il rischio di introduzione del virus negli allevamenti avicoli intensivi. I cacciatori coinvolti fanno parte dell’ACMA, l’associazione cacciatori migratori acquatici legata a Federcaccia, nata per conservare la caccia agli acquatici in Italia.

“E’ fondamentale il supporto del mondo della caccia a quello degli allevatori –spiega il Presidente regionale di Federcaccia Lombardia Lorenzio Bertacchi-. La campagna di monitoraggi aveva già preso il via in Veneto ed ora gli enti competenti hanno inteso estendere la ricerca anche alla Lombardia. Ringrazio i cacciatori “specialisti” che hanno aderito all’iniziativa: la caccia dimostra con i fatti di essere non solo sentinella dello stato di conservazione di habitat e fauna, ma utile strumento di controllo e dunque di prevenzione anche in campo sanitario e veterinario, in questo caso nella lotta all’espansione dell’influenza aviaria, attraverso un monitoraggio fondamentale per gli allevamenti del nord Italia”. (Federcaccia Lombardia)

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