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FIDC PIEMONTE. IMPUGNATA DAL GOVERNO LA NUOVA LEGGE VENATORIA DELLA REGIONE PIEMONTE

Il Consiglio dei Ministri nella seduta dell’8 agosto ha impugnato davanti la Corte Costituzionale la Legge Piemontese sulla caccia approvata lo scorso mese di giugno dal Consiglio Regionale per incostituzionalità di alcuni articoli.

Come più volte ribadito la nuova legge Regionale Piemontese sull’attività venatoria oltre ad evidenziare un impianto dettato da pregiudizi anticaccia che nulla hanno a che vedere con la gestione della fauna selvatica, in particolare su restrizioni che vietano alcune specie che, senza alcuna ragione tecnica e scientifica, contrastano in modo palese con la legge nazionale 157/92, penalizza in modo discriminante i cacciatori Piemontesi rispetto ai colleghi delle altre Regioni Italiane con anticostituzionalità evidenti.

Federcaccia Piemonte, dopo un primo contatto con il Ministro Gian Marco Centinaio, apprendeva la notizia della possibile impugnazione della legge piemontese da parte del Governo Italiano, la scorsa settimana durante il colloquio di oltre un’ora che il Presidente Bruno Morena ha avuto con il Ministro degli affari regionali e le autonomie Onorevole Erika Stefani, incontro nel quale oltre a ribadire con fermezza le contrarietà di Federcaccia sulla nuova Legge si è consegnato al Ministro una dettagliata relazione redatta dall’autorevole studio legale “Avv. Prof. Paolo Scaparone” di Torino consulente di Federcaccia Piemonte. Di comune accordo con il Ministro si concordava di non far trapelare la notizia del possibile ricorso sino alla sua ufficialità. Il Ministro Stefani dichiarava che da una prima lettura del documento consegnato era ben evidenziata la disamina puntuale degli articoli con chiare incongruità costituzionali e che tale documento le sarebbe servito per controbattere eventuali pareri contrari da parte dei Ministri non favorevoli all’impugnazione.

Come ci si augurava fin dall’approvazione della Legge, sono state accolte le argomentazioni di Federcaccia Piemonte e di tutto mondo venatorio piemontese che per l’ennesima volta vedeva penalizzare i cacciatori in maniera quasi “razzista”.

A noi non interessano proclami eclatanti, meriti che non ci appartengono o manifestazioni del “nulla” che parlano il politichese effettuate imbrogliando la buona fede dei cacciatori. Federcaccia Piemonte con estrema umiltà, prosegue la battaglia a difesa dell’attività venatoria con azioni tangibili, ricordando che al 4 dicembre p.v. è fissata presso la Corte Costituzionale l’udienza per l’incostituzionalità del divieto di caccia a 13 specie selvatiche che sono invece permesse dalla Legge nazionale 157/92 ed in tale giorno vedremo anche quali saranno le Associazioni Venatorie ammesse a partecipare al ricorso medesimo.

Informiamo inoltre, che Federcaccia a presentato altri due ricorsi al TAR Piemonte, il primo contro la norma che prevede la soglia del 55% degli iscritti per ottenere due rappresentanti come componente venatoria nei Comitati di gestione di ATC e CA ed il secondo relativo al nuovo calendario venatorio.

Federcaccia Piemonte da sempre e per sempre in difesa della caccia con azioni tangibili.

Federazione della Caccia Regione Piemonte

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