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FRANCHI EXPERIENCE. DUE GIORNI AL TOP

Inutile negarlo. Ci sono lavori peggiori che fare il giornalista. Se poi il settore di cui ti occupi è quello venatorio, il che vuol dire aver unito professione e passione, non è sempre tutto rose e fiori – il lavoro è sempre lavoro – ma sicuramente le occasioni di sorridere aumentano.

Se a questo si unisce che con certe persone c’è una particolare sintonia, nata da anni di conoscenza e frequentazione, ecco che un invito da parte di una azienda a provare alcuni prodotti della gamma diventa una piacevole occasione per passare da due giorni di relax, divertimento e caccia. Quasi una vacanza insomma… Quello che è successo con gli amici della Franchi, grazie al graditissimo invito che ci ha rivolto Bruno Beccaria, direttore della Franchi Division, accompagnato da due colonne portanti del suo team, Chiara Spinella e Iris Rossi, del settore Marketing e Comunicazione dell’azienda, che hanno organizzato tutto nel migliore dei modi.

L’atmosfera informale anche se seria – non seriosa – quando è il momento, l’attenzione ai particolari senza darlo a vedere e l’entusiasmo che traspare in ogni occasione da una squadra giovane e dinamica è secondo noi la chiave del successo che Franchi, un marchio prestigioso che ha fatto la storia della caccia in Italia, è tornato ad avere, in casa e sui mercati internazionali, negli ultimi anni sotto la direzione di Bruno. E questa volta non ha fatto eccezione.

A fare da palcoscenico l’affascinante panorama dato dal paesaggio e dalla natura dei Sibillini, dove sorge l’azienda Fiordimonte, veramente una piccola oasi dove l’attenzione di Luca, Paride e gli altri membri dello staff è stata tutta rivolta a metterci a nostro agio.

sibillini

Dopo esserci sistemati al nostro arrivo via con una piccola sessione di tiro con la Horizon, la carabina bolt action di Franchi, per prendere confidenza con lo scatto e verificare la taratura dell’ottica. Mi viene affidata una Horizon White, carabina che avevo già avuto modo di vedere e maneggiare ma mai di provare a fuoco. Il calibro è il 6,5 Creedmoor, cartuccia abbastanza recente, Hornady l’ha introdotta nel 2007, indirizzata al long range e al tiro sportivo ma che dà ottimi risultati anche in campo venatorio, dove sta giustamente prendendo piede.

Provato sui bersagli appositamente predisposti, il “sistema” carabina-munizione mi dà subito una impressione eccellente. L’ergonomia della calciatura in sintetico è decisamente ben studiata; lo scatto, ancorché privo dello stecher cui sono abituato, è dolce, sicuro e pulito. Il risultato è un immediato feeling con la carabina e rosate strette e precise.

È con una certa tranquillità quindi che insieme a Paride salgo sull’altana predisposta a margine di un campo d’orzo per aspettare l’uscita di un cinghiale.

Purtroppo la giornata eccezionalmente calda, forse veramente la peggiore del periodo, fa sì che l’attesa si debba prolungare a lungo. È ormai buio e stiamo già preparandoci a fare ritorno alla casa di caccia quando entra nel campo un gruppetto di 5 animali. La voglia di sparare è tanta ma l’impossibilità di inquadrare con precisione col rischio di ferire malamente il selvatico ci fa desistere. La caccia non è tiro a bersaglio e non si “prova” a vedere se ci si prende.

Peccato, perché avrei veramente voluto usare sul campo questa bella carabina, ma lascio l’appostamento comunque soddisfatto del bel pomeriggio trascorso e dei due caprioli – per loro bisogna aspettare agosto – che si sono fatti a lungo osservare a margine dell’appezzamento.

La soddisfazione cresce ulteriormente giunti al ritrovo. Iris infatti, in prima persona impegnata nel progetto Franchi Food Accademy – un’altra delle felici iniziative della Casa per divulgare la conoscenza e il gusto della cucina di selvaggina non solo fra i cacciatori – ha preparato alcuni piatti veramente all’altezza di un ristorante stellato. E credetemi, non esagero.

Tartare di capriolo, crescia con un ripieno a base di cinghiale, tagliatelle fatte in casa con sugo bianco misto di daino e capriolo, lombo di cervo scottato al ramerino, deliziano il palato del ristretto gruppetto dei fortunati, sottolineati da commenti e ricordi di caccia. Veramente una bella serata fra amici, che come accade in questi casi si protrae a lungo, tanto che quando la mattina dopo la sveglia suona alle 4 mi sembra, e non sono tanto lontano dal vero, di aver appena chiuso gli occhi.

Dopo la canna rigata il programma prevede questa mattina la prova della canna liscia. A noi si sono uniti alcuni degli armieri e rivenditori del marchio Franchi, soprattutto del centro-sud e siamo un bel gruppo di persone. Dopo esserci divisi in squadre e aver ricevuto il fucile ci dividiamo nelle varie zone dell’azienda. Siamo in alto, tira un po’ di aria che dà tregua dalla calura e il terreno è assolutamente privo dei temuti e pericolosi forasacchi, per cui i cani possono lavorare al meglio e senza rischi.

Con il semiautomatico della serie Affinity in calibro 12 che mi viene dato la “simpatia” è immediata. La coppiola con cui apro la mattinata conferma la prima impressione e il resto della mattinata mi dà modo di apprezzare ulteriormente le doti di questo bel semiauto. Anche la finitura della carcassa e la pulizia delle linee mi piacciono molto. Al di là dei gusti soggettivi però, è indubbio che Franchi con la serie Affinity ha centrato un altro bell’obbiettivo.

Nel corso della cacciata la curiosità fa sì che ci scambiamo i fucili con un altro membro del gruppetto. Ho così modo di valutare rapidamente anche il Feeling Acciaio in calibro 28, bel sovrapposto semplice e senza fronzoli, ben realizzato e piacevole da usare.

Il caldo mette fine abbastanza presto alla mattinata, anche se siamo fra gli ultimi irriducibili a far ritorno alle macchine, ma il rispetto per i cani impone lo stop. E in ogni modo, quasi senza accorgercene, abbiamo camminato per più di tre ore!

Una meritata, e necessaria, doccia, il pranzo e i commenti alla mattinata trascorsa mettono fine a questa piacevole parentesi alternativa alla scrivania.

Che dire? Che sono state due giornate piacevolissime lo abbiamo scritto all’inizio. Professionalmente abbiamo avuto modo di provare tre tipologie diverse della gamma Franchi rimanendo sempre molto soddisfatti. Sono prodotti ben progettati e ben realizzati, con molta “sostanza” senza cedere a mode o eccessivi fronzoli. E il mercato, che alla fine è un buon giudice, ha ripagato giustamente queste scelte aziendali, così come l’impegno messo nella promozione dell’attività venatoria fra i giovani e nel resto della società.

Del resto, come dicono loro, Franchi feels right! (MR)

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