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IL 2° CAMPIONATO ITALIANO CON ARMI RIGATE SU SAGOMA MOBILE A 50 MT

In questo inizio di stagione la Fidasc è tornata nella Scuola Federale di Torre Baccelli e l’ha fatto per la finale del 2° Campionato di Tiro di Campagna (parliamo di armi con la canna rigata, quindi) nella specialità della sagoma corrente a 50 metri, su una serie completa di 10 colpi.

A questo appuntamento erano attesi 98 finalisti provenienti da tutta Italia ma le prime due giornate primaverili e il pieno clima pre-pasquale hanno determinato la defezione di una trentina di tiratori. Ciononostante, nelle due giornate di gara, con il sabato riservato al Lazio per motivi logistici facilmente comprensibili, il numero degli atleti è più che raddoppiato rispetto alla prima edizione; segno evidentissimo che la specialità sta vivendo un momento di grande espansione e gradimento.

La competizione di quest’anno è stata organizzata dalla Asd Torre Baccelli, sotto la diretta supervisione del vice presidente e coordinatore della disciplina Alfonso D’Amato e con Umberto Fronzetti in qualità di Delegato Fidasc. In qualità di esperti Ufficiali di Gara sono scesi in campo Roberto Mariantoni e Daniele Rinaldi che si sono avvalsi della collaborazione di Claudia Chiaramonti, Claudio Colantoni, Enrico Evangelisti, Sandro Fioravanti e Marzia Marchetti. La Segreteria, invece, era affidata a Massimo Marchetti ed Eleonora Fronzetti.

L’ormai collaudata macchina organizzativa di Torre Baccelli, impianto che può far girare a pieno regime due postazioni mobili e due fisse, ha funzionato alla perfezione, tanto che il presidente Felice Buglione, presente alle due giornate di gara, ha osservato che ormai la disciplina è più che matura per fare un importante salto di qualità, passando dagli attuali 10 colpi ad almeno 20 o 25, ed ha confermato che l’apposita Commissione federale sarà impegnata nell’esaminare questa modifica.

A certificare l’ottimo livello tecnico raggiunto ci sono i punteggi delle varie classifiche che, come di consueto sono riportate integralmente sul sito ufficiale della Federazione.

Sul gradino più alto dei Senior (e anche della classifica generale) è salito l’umbro Antonio Paioli che ha marcato uno score di 84/100, lo stesso fatto registrare dal campano Cosimo D’Argenio. Secondo regolamento, quindi, i giudici hanno esaminato il numero dei “10” e poi quello delle “mouche” ma per determinare il vincitore sono dovuti ricorrere al terzo criterio misurando la distanza, da centro a centro, dei colpi più lontani. Risolta a norma di regolamento la titolarità delle due medaglie più preziose, la terza è andata a Lucio Saccomanno, campano anche lui, con 78.

L’oro riservato ai Veterani è andato a Mario Paioli, umbro, che ha totalizzato 62 punti, seguito dal friulano Carlo Mattiello (48) e dal lucano Alfonso D’Amato (39).

Tutto “laziale” il podio delle Lady con Jessica Corteggiani che ha spadroneggiato dall’alto dei suoi 53 punti, seguita da Loretta Sangiorgi (32) e da Marzia Marchetti (28).

Fra gli Junior, più in alto di tutti è salito il campano Michele Fernando (63) che si è messo alle spalle Raffaele Viscomi della Calabria (44) e la tiratrice campana Jessica Rubortone (38).

La squadra Lady del Lazio con le solite note: Jessica Corteggiani, Marzia Marchetti, Claudia Chiaramonti e Loretta Sangiorgi ha totalizzato 113 punti e si è portata a casa medaglia e titolo.

Le squadre dei Senior, infine, sono state regolate dalla Campania: Lucio Saccomanno, Giuseppe Camerlengo, Cosimo D’Argenio e Giorgio Piccirillo che hanno totalizzato 209 punti. Al secondo posto, per soli 3 punti di distacco, si è classificata la Basilicata con Giambattista Sabia, Maurizio Sabia, Andrea Benedetto e Renato Vitelli. Bronzo al Lazio (190 punti) conquistati da Vincenzo Bartolomei, Enrico Evangelisti, Claudio Colantoni e Davide De Carolis.

Comprensibilmente soddisfatti il presidente Felice Buglione e il vice presidente Alfonso D’Amato che hanno avuto parole di elogio sia per gli organizzatori, sia per gli atleti.

La presenza di tiratori Calabresi, scesi in pedana a fianco di atleti Friulani o Lombardi, non può che riempire di soddisfazione sia la Fidasc che il Coni – ha detto Buglione – perché dimostra in maniera inequivocabile la grande diffusione delle nostre discipline e le loro innumerevoli specialità, non solo nel grande e consolidato bacino dei cacciatori e dei tiratori ma anche fra i ragazzi e le donne che, come dimostrano i risultati di oggi, insidiano da vicino gli atleti più esperti e allenati”.