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Michele Bornaghi

IL CACCIATORE BERGAMASCO: IL TEMA DELLA SETTIMANA CON IL PRESIDENTE DI FEDERCACCIA BERGAMO MICHELE BORNAGHI

Dalle elezioni europee emerge la notevole rilevanza del consenso del mondo venatorio. Nella Provincia di Bergamo Pietro Fiocchi (Fratelli d’Italia) ed Alessandra Cappellari (Lega) hanno ricevuto quasi 1.500 preferenze ciascuno. Entrambi i candidati si sono distinti nel panorama politico provinciale quali sostenitori della Caccia: il primo con lo slogan “manda un cacciatore in Europa”, la seconda predisponendo un accurato programma faunistico-venatorio presentato in un incontro pubblico.

Pietro Fiocchi, con quasi 10.000 preferenze, siederà all’Europarlamento, mentre Alessandra Cappellari risulta attualmente la prima dei non eletti. Si confida in un suo approdo a Bruxelles a rinforzare la rosa dei leghisti favorevoli alla Caccia tra cui Angelo Ciocca ed Oscar Lancini.

Nonostante alcune posizioni animaliste, in Forza Italia il modo venatorio vanta la vicinanza di alcuni candidati: Massimiliano Salini, già europarlamentare rieletto con 37.000 preferenze di cui 1.600 in provincia di Bergamo, Lara Comi, prima dei non eletti, e Mauro Parolini. Anche nel P.D. si annoverano esponenti che apprezzano la Caccia.

Indipendentemente dalle preferenze espresse, che rappresentano solo una parte del potenziale elettorale dei cacciatori, non si comprende come partiti o movimenti che per identità o programmi pongono a fondamento della propria politica la tutela delle nostre tradizioni non si adoperino per la tutela della Caccia.

Alcuni dei loro esponenti, tentano, invano, di cavalcare l’onda animalista, senza considerare le ripercussioni che ciò comporta non solo tra cacciatori e pescatori. Più in generale, la deriva animalista confligge con il mondo agricolo e rurale, come pure con il settore economico sotteso alla Caccia ed al tiro a volo che in Italia è stimato in 120.000 occupati per circa lo 0,4% del PIL.

Corre pertanto l’obbligo di ricordare che la Caccia è un’attività in natura ampiamente sostenibile e che il cacciatore è il primo soggetto a cui sta veramente a cuore la tutela degli animali domestici, della fauna e dell’ambiente.

Una così nutrita rappresentanza, oltre agli eletti nelle altre circoscrizioni, potrà incidere sulla revisione della Direttiva Uccelli, nonché contribuire a ridare alla Caccia in Italia la dignità e l’alta considerazione sociale che merita e di cui gode in tutta Europa.

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