TOP-MENU

LA CACCIA PARLA IN TV NEL SALOTTO DI VESPA: IL CONTRADDITTORIO NON PIACE AGLI AMBIENTALISTI

LA CACCIA PARLA IN TV NEL SALOTTO DI VESPA: IL CONTRADDITTORIO NON PIACE AGLI AMBIENTALISTI

Anche una trasmissione televisiva può trasformarsi in un evento, soprattutto quando si tratta di Rai 1 e di un programma come Porta a Porta. Il fatto eccezionale, del quale a distanza di giorni registriamo ancora gli strascichi, è che si è trattato di una delle poche occasioni in cui la caccia ha avuto la possibilità di esporre con chiarezza le proprie ragioni al grande pubblico, in un dibattito in cui favorevoli e contrari alla caccia erano presenti in egual misura. Ci fa riflettere che alcune associazioni ambientaliste abbiano manifestato sdegno, sostenendo che in quella trasmissione sono stati presentati “gli orrori delle doppiette”, un fatto che ribadisce ancora quanto il nostro Paese sia lontano dal considerare il prelievo venatorio come componente di un ambientalismo nuovo e sicuramente più europeo. E questo è un danno, ancor prima che per la caccia, per l’ambiente. C’è stato anche chi ha cavalcato l’onda per lanciare sondaggi contro la “caccia selvaggia”, come la Lipu o il ministro del Turismo Michela Brambilla, ma anche questo fa parte di una sfida mediatica che i cacciatori non possono perdere. Un secondo dato che emerge dalla vicenda è che sulle reti nazionali parlare di caccia con i cacciatori, scusate il pasticcio di parole, è come scoperchiare un vaso di pandora perché gli ambientalisti non sembrano molto abituati a confrontarsi con chi sostiene l’attività venatoria. Non parliamo di tutti gli ambientalisti, perché proprio qualche giorno fa alcuni esponenti di Fare Ambiente, tra i quali c’era anche il presidente dell’associazione Vincenzo Pepe, si sono incatenati ai cancelli della Rai per protestare contro la disattenzione, da parte dei programmi della televisione di Stato, nei confronti delle associazioni ambientaliste che non siano Legambiente e Wwf.

Ma nei fatti cosa è successo a Porta a Porta? Che Bruno Vespa, in un’inedita versione con doppietta in mano, ha lasciato spazio a tutti, perché, come ha “confessato” al ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ha il “vizio” della par condicio. Ve la raccontiamo come una partita di calcio.

Tema caldo della serata era la modifica all’articolo 38 della comunitaria. “Avevamo concordato un testo diverso e si è modificato totalmente il senso dell’emendamento che di fatto rappresenta una deregulation, – afferma il ministro Prestigiacomo – perché pensare di modificare i calendari venatori a piacimento per le Regioni non si può fare, è in contrasto con la normativa Comunitaria, è incostituzionale, perché la caccia è una materia di competenza delle Regioni, ma la tutela dell’ambiente di cui la fauna selvatica è parte appartiene allo Stato”. Secondo Prestigiacomo si tratta di una “barbarie culturale” ed afferma che nonostante la pari rappresentatività dei presenti l’80% degli Italiani abolirebbe la caccia che, secondo il ministro “si giustifica soltanto perché serve a calmierare alcune specie che potrebbero essere dannose per l’uomo, per il suo lavoro, per l’agricoltura” e “solo in questa ottica si può concepire la caccia”. L’onorevole Gabriele Cimadoro afferma che fino agli anni ‘40 ‘50 la caccia è servita a sfamare intere popolazioni e che oggi i cacciatori si sono evoluti. “Dobbiamo partire da un principio, – sottolinea – il calendario venatorio italiano è il più restrittivo d’Europa, non solo, è uno dei pochi calendari che prevede anche il reato penale”.

Massimiliano Ossini, conduttore di Linea Verde rileva la necessità di fare “non un discorso emotivo ma un discorso molto razionale, nel momento in cui c’è un problema molto grave che riguarda gli agricoltori, che devono combattere quotidianamente con cinghiali, con daini e con cervi e questo anche economicamente”. Sarebbe limitato, secondo il conduttore, il periodo di prelievo degli ungulati, che non sembra risolvere il problema e sarebbe importante un coordinamento nazionale e l’ascolto delle Regioni, che hanno a che fare con tante realtà diverse.

Secondo il senatore Franco Orsi non si spara poco, si spara male: “L’Unione Europea impone delle regole che non sono applicate in Italia, cioè organizzare il prelievo venatorio in funzione della biologia delle specie. Nell’arco dell’anno ogni singola specie ha dei momenti di grave fragilità nei quali è necessario, opportuno, chiudere l’attività venatoria. Noi – afferma il senatore – abbiamo un calendario politico, nel quale si va a caccia di tutto dal 1° di settembre al 31 di gennaio, l’Unione Europea ci chiede di organizzare l’attività venatoria in funzione della biologia delle specie”. Il senatore si dice favorevole alla necessità, sottolineata dal ministro Prestigiacomo, di un parere vincolante dell’Ispra, ma spiega anche che il recepimento dell’emendamento non comporterà un allungamento dell’attività venatoria, ma, come avviene in altri paesi “alcune specie avranno dieci, venti giorni di caccia, non in più, ma spostati verso febbraio e che altre 5 o 6 specie avranno qualche giorno di meno”.

E allora Vespa, chiede come mai Angelo Bonelli, presidente dei Verdi, gridi alla “licenza di uccidere”, alla “vergogna internazionale” e scopriamo che la modifica alla Comunitaria c’entra ben poco, perché a Bonelli rimane ancora una questione pregressa da risolvere: “Il problema è che oggi nel 2010 io chiedo qual è il senso di sparare e cacciare degli animali, nel momento in cui il 2010, anno della bio-diversità, c’è un grande problema di una fauna che sta sparendo”. Insomma, è evidente che per i Verdi non si tratta di andare contro leggi o normative ritenute non soddisfacenti, ma di andare contro la caccia, della quale non si accetta e si comprende l’esistenza. E Bonelli non lesina neppure parole di sdegno nei confronti dell’onorevole Cimadoro, che sta presentando alla Camera un disegno di legge sulla depenalizzazione dei reati venatori.

Ma tornando a quello che era l’argomento principe della serata, la modifica alla Comunitaria per introdurre la caccia per periodi e per specie, anche per Giuliano Talloni, della Lipu, è stato compiuto un grave errore, che radicalizza il rapporto tra cacciatori e ambientalisti. “Non considero un blitz ciò che è successo in Senato. – afferma in trasmissione il presidente di Federcaccia Gianluca Dall’Olio – Credo che sia una modifica necessaria, lo abbiamo ribadito pubblicamente. La direttiva Uccelli, dalla sua approvazione, 31 anni fa, è stata sempre male accolta e male applicatain questo Paese, tanto che per esempio per arrivare alle deroghe si è dovuto fare una modifica nel 2002 con l’articolo 19 bis della 157”. I contenuti della direttiva, spiega Dall’Olio, sono definiti nella Guida Interpretativa della stessa che definisce e lascia agli stati membri la definizione delle specie cacciabili e dei periodi di caccia per decadi. “Quindi non è assolutamente vero che si caccia tutto l’anno come invece è stato ripetuto”. “Questo clamore che ha suscitato, accompagnato da una campagna denigratoriache dura da una ventina d’anni nei confronti del mondo venatorio” sarebbe, secondo il presidente di Federcaccia, il motivo per cui l’80 per cento dell’opinione pubblica si dichiarerebbe contro la caccia. Mentre “I cacciatori sono circa 700.000, una categoria di cittadini che dovrebbe avere il diritto di essere ascoltata e meglio conosciuta”.

Ci ha piacevolmente sorpresi il conduttore di Linea Verde, Massimiliano Ossini, che dopo aver sottolineato un dato preoccupante riguardante l’agricoltura – 1 milione di danni in tutta Italia, da storni denunciato da Coldiretti – afferma: “Non è vero che il settore faunistico è in crisi, girando le oasi ho visto un miglioramento, addirittura fenicotteri rosa, cicogne, il ritorno dei rapaci”, per poi dare un consiglio prezioso a chi è contrario all’attività venatoria: “Bisognerebbe togliersi dalla scrivania e andare lì a vedere come lavorano i cacciatori. Questi signori sono lì dalle 4 del mattino senza prendere nulla, solamente per ricostruire l’habitat e soprattutto difendono il territorio”. Sottolinea il conduttore: “Purtroppo nel territorio italiano ci sono circa 11.000 frane in Italia e queste persone tutelano il territorio. Anche le paludi che vengono fatte sono tutte controllate”.

Niente da Fare, per Bonelli dei Verdi se i cacciatori si vogliono alzare alle 4 del mattino è un problema loro e se vogliono tutelare il territorio lo possono fare ugualmente. Come? Basta che facciano foto invece di sparare! A riportare la pace ci pensa il ministro Prestigiacomo, che ricorda che il dibattito non è tra chi è per la caccia e chi è contro, affermando che il provvedimento in discussione alla camera rischia di far fare degli enormi passi indietro.

Anche Orsi sottolinea che la fauna non è in decremento “L’equilibrio tra consistenza faunistica e attività agricola è saltato in molte regioni”, ricorda Orsi, e “siccome siamo tutti interessati alla scientificità della programmazione della caccia, se il Ministero dell’Ambiente si riserva il diritto di approvare definitivamente gli studi necessari per poter muovere i calendari operati dalle Regioni io credo che sia una cosa ragionevole”. Questi i passaggi più salienti di un match che speriamo si ripeta presto, ma per onor di cronaca diciamo che si è parlato anche di caccia a 16 anni, improponibile per parte degli ospiti in studio, anche se nessuno ha potuto negare che in altri Paesi europei è consentita. E non è mancato neppure il tentativo, da parte di qualche ospite, di confondere i cacciatori con i bracconieri perché qualcuno, come Tallone della Lipu, continua a sostenere che sono i cacciatori che praticano bracconaggio, nonostante la condanna ferrea e unanime del mondo venatorio, che continua a ripetere che chi pratica il bracconaggio non è un cacciatore.

Sempre per continuare con la nostra metafora calcistica, nel video-servizio vi mostriamo i momenti più emozionanti della “partita”.

Valeria Bellagamba

Video tratto dalla puntata di “Porta a Porta” andata in onda il 15/02/2010
“Porta a Porta” è un programma di Rai 1
Conduce Bruno Vespa

Regia Marco Aleotti
Un programma di Bruno Vespa.
Con la collaborazione di Antonella Martinelli, Maurizio Ricci, Roberto Arditti, Luca De RisiConsulenza Marco Zavattini
Produttore esecutivo Giovanna Montanari
www.portaaporta.rai.it

, , , ,