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LE ASSOCIAZIONI VENATORIE CAMPANE IN AUDIZIONE PRESSO L’VIII COMMISSIONE CONSILIARE DELLA REGIONE CAMPANIA

Nella giornata di mercoledì 22 luglio 2020 le associazioni venatorie regionali della Campania sono state audite dall’VIII° commissione consiliare della Regione Campania, preseduta dall’On. Maurizio Petracca.

Le associazioni avevano chiesto di essere ascoltate in merito al calendario venatorio 2020/21, ritenendo di dover stigmatizzare la scarsissima sensibilità dimostrata dagli organi preposti alla stesura del documento de quo nei confronti delle AAVV, che non avevano certo lesinato il loro fattivo contributo mediante la predisposizione, e successivo deposito, di osservazioni, corredate da studi e pareri di incontestabile fidefacenza ed attendibilità.

Per le associazioni sono intervenuti il Presidente Regionale dell’Enalcaccia, Francesco Pascarella, il Presidente Regionale della Federcaccia, Modestino Bianco e Luca Morelli Presidente Regionale della Libera Caccia, in rappresentanza di ben oltre l’80% dei cacciatori campani.

Unanimemente, i Dirigenti Regionali hanno espresso il loro vivissimo disappunto in merito alle decisioni assunte dalla Regione nella definizione del Calendario Venatorio 2020/21, lamentando come, ancora una volta, il provvedimento de quo non è stato adottato in conformità alla vigente legislazione in materia, sia regionale che nazionale, alla normativa comunitaria, nonché ai noti studi / ricerche, più recenti, sullo status delle specie oggetto di prelievo. E’ stato, altresì, sottolineato come, dalla lettura dei calendari venatori, sembrerebbe, che la Regione Campania, oramai da svariati anni, abbia, sostanzialmente, demandato ogni decisione in tema di politica venatoria all’ISPRA, nonché, da ultimo al Direttore Generale del Ministero dell’Ambiente (in tema di prelievo delle specie pavoncella e moriglione), atteso che ne recepisce, in maniera acritica, ogni rilievo, notoriamente restrittivo, quanto inopinato.

Diversamente, non sarebbe comprensibile il motivo per il quale, in Campania, la stagione venatoria, fatta salva qualche limitatissima eccezione, debba iniziare il 1 ottobre, come da indicazioni dell’ISPRA, e non la terza domenica di settembre, in conformità alla Legge 157/1992 ed alla Legge

Regionale 26/2012. Ancora, di non agevole comprensione appare il reiterato ed inopinato differimento al 01 ottobre del prelievo di talune specie, ad esempio Marzaiola, Germano Reale, Fologa, Beccaccino ect., nonostante che i Key Concepts (notissime direttive comunitarie in materia venatoria) fissano alla 3^ terza decade di agosto, nonché, solo per alcune specie, la prima decade di settembre il termine di dipendenza della prole dai genitori. Come pure immotivata appare l’anticipata chiusura, al 20 gennaio, in luogo del 31 (come previsto dalla legge e dalla quasi totalità dei calendari venatori italiani), alle specie beccaccia, beccaccino e frullino; la limitazione alla specie quaglia sino al 31 ottobre, etc..

Ulteriore singolarità colta nel calendario venatorio, restrizione unica in Italia, riguarda il termine ultimo del 30 dicembre, mercoledì, e del 30 gennaio, sabato, previsto per il prelievo di alcune specie, benché il 31 dicembre, giovedì, e 31 gennaio, domenica, siano previste come giornate utili ai fini venatori.

Inoltre, si continuano, immotivatamente, a differenziare i periodi di caccia ed i prelievi nelle aree S.I.C. della Regione rispetto ai territori di caccia programmata, generando disagi e confusione negli appassionati. Ancora, si sottraggono al prelievo venatorio specie come combattente, moretta, ed ora anche moriglione e pavoncella, per queste ultime, addirittura, mentre è in corso un piano d’azione europeo, senza considerare che quasi tutte le regioni italiane le hanno inserite tra le specie cacciabili. Al pari non viene considerato lo stesso rilievo dell’ISPRA che, nelle sue note, afferma non è la caccia la causa del decremento delle presenze delle specie selvatiche, bensì l’impoverimento degli habitat, le coltivazioni intensive, il continuo assottigliamento di aree idonee per l’alimentazione, la sosta e la riproduzione di diverse specie. La Regione, anziché, impegnarsi in iniziative e progetti di riqualificazione degli habitat, al fine di creare le condizioni ottimali per la sopravvivenza delle specie selvatiche, trova comodo ridurre sistematicamente il periodo di caccia ed il prelievo sperando così di porsi a salvaguardia della specie in difficoltà. Ignora, però, che senza la caccia e gli interventi dei cacciatori sul territorio le aree saranno sempre desertificate e le specie sempre più in difficoltà.

I Presidenti delle AAVV, auspicando che si comprenda, definitivamente, la necessità di ascoltare le proposte di chi la realtà venatoria, nel suo complesso, la vive e la studia, chiedono alla Regione Campania di valutare la possibilità di implementare il calendario 2020/21, così come approvato, con le proposte di cui all’allegato documento.

I Presidenti Regionali AA VV della Campania:

FIDC Modestino BIANCO

Enalcaccia Francesco PASCARELLA

Liberacaccia Luca MORELLI