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LE CACCE TRADIZIONALI IN ESPOSIZIONE AL PARLAMENTO EUROPEO

LE CACCE TRADIZIONALI IN ESPOSIZIONE AL PARLAMENTO EUROPEO

Un successo la mostra organizzata da FACE a Bruxelles per porre l’attenzione degli europarlamentari sulle forme di caccia tipiche dei diversi Paesi. Di assoluto spessore la partecipazione di Federcaccia.

Un’iniziativa FACE in collaborazione con il Deputato al Parlamento Europeo Remo Sernagiotto, ha permesso di allestire una mostra all’interno della sede di Bruxelles del Parlamento dedicata alle cacce tradizionali, con un particolare riferimento a quelle dei Paesi mediterranei, che ha visto una grande affluenza alla sua apertura lo scorso 2 maggio alla quale hanno partecipato molte persone, funzionari e alcuni deputati.

Di grande importanza la collaborazione alla realizzazione dell’evento data da Francia e Italia. Per il nostro Paese, la Federazione ha reperito e messo a disposizione immagini relative alle tradizioni venatorie più popolari. Tra queste in particolari la caccia a turdidi e allodole con richiami vivi e allo storno con giostre, la caccia alle pavoncelle con stampi e richiami, quella agli acquatici sul mare e in zone umide naturali e artificiali.

La mostra è stata presentata da Alessio Borrello di FACE, che ha introdotto la relazione dell’on. Remo Sernagiotto, il quale ha descritto il valore culturale della caccia e la necessità di mantenerla in mondo moderno e tecnologico, senza dimenticare le proprie identità.

Successivamente sono intervenuti Michele Sorrenti, Chairman del Gruppo di Lavoro FACE sulle direttive Uccelli e Habitat, Isabelle Lemmens e David Scallan di FACE.

Sorrenti ha fatto presente che le forme di caccia tradizionali riguardano quasi totalmente gli uccelli migratori, e sono quelle più popolari in Europa e in Italia. Queste usanze portano con sé valori culturali appartenenti alle comunità locali, che insieme formano la cultura della Nazione.

Molte forme di caccia ai migratori sono andate perdute nel tempo, da quella ai fringillidi e piccoli passeriformi in genere a quella a molti limicoli, così come le cacce in febbraio e marzo, importanti per i Paesi del Sud del Mediterraneo.

La ragione, nella maggior parte dei casi, è da ricercare in un approccio emotivo e non scientifico da parte del mondo politico.

L’obiettivo per il futuro è cercare di mantenere tutte le tradizioni, aggiornate ai tempi moderni per esercitarle in modo sostenibile.

Come ricordato da David Scallan, le deroghe possono essere lo strumento per mantenere molte forme di caccia oggi non consentite dalla Direttiva e soprattutto farlo in modo compatibile con le esigenze di conservazione.

Un ringraziamento a tutti coloro che hanno collaborato inviando le fotografie, che hanno permesso di portare un tema caro a moltissimi cacciatori italiani ed europei, in una sede decisiva per la sorte di queste tradizioni.

LE CACCE TRADIZIONALI IN ESPOSIZIONE AL PARLAMENTO EUROPEO

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