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LINEE ELETTRICHE IN SARDEGNA UCCIDONO UN’ALTRA AQUILA DI BONELLI

Dopo tre mesi dal recupero di Muscatoglio in condizioni critiche, a seguito di elettrocuzione-collisione con linee elettriche (e in seguito eutanasizzato a causa delle gravi lesioni riportate), un nuovo esemplare di aquila di Bonelli è stato rinvenuto senza vita per la medesima causa: Abbaluchente, rilasciata nel 2018 e perfettamente adattata all’ambiente sardo, è stata trovata morta il 24 aprile nell’agro di Siligo (Comune di Siligo, SS) e recuperata dagli agenti del Corpo Forestale Regionale di Vigilanza Ambientale della Regione Sardegna. Salgono così a tre gli animali deceduti per elettrocuzione/collisione con linee elettriche. Questi rappresentano solo la punta dell’iceberg, l’indice di una morte silenziosa che colpisce verosimilmente molte altre specie di uccelli. I trasmettitori GPS di cui sono dotati gli animali hanno infatti consentito di rilevare questi decessi, come avvenuto per tre grifoni nell’ambito del progetto Life “Under Griffon Wings”. Numeri che indicano quanto il problema sia reale e diffuso in Sardegna: benché la rete elettrica sia meno sviluppata che altrove in Italia e molti tratti siano in elicord, sistema che impedisce il verificarsi di elettrocuzione, sono ancora moltissime le situazioni di forte rischio. Sono già almeno tre le aree in cui le linee elettriche si sono rivelate fatali per le aquile di Bonelli reintrodotte: la piana di Bolotana, Arborea, e l’area dove ha trovato la morte Abbaluchente, tutte ottime zone di caccia per i rapaci. Il coordinatore del progetto Aquila a-Life, l’associazione spagnola Grefa, è impegnata da anni nella quantificazione del problema e nel predisporre misure di correzione delle linee in grado di prevenire elettrocuzione e collisione. Nell’ambito del progetto Aquila a-Life, che sta realizzando la reintroduzione della specie in Sardegna e in altre aree in Spagna, sono complessivamente 17 – su 87 marcati -gli esemplari deceduti a causa delle linee elettriche, di cui tre in Sardegna. In Spagna la problematica dell’elettrocuzione è molto sentita: di recente, alcune delle società elettriche operanti nel territorio sono state riconosciute colpevoli per aver causato la morte di specie in pericolo di estinzione e per questo multate. Non va poi dimenticato che l’elettrocuzione non è solo causa di morte per molte specie di uccelli, ma anche miccia d’innesco di numerosi incendi boschivi. Molteplici sono i casi in cui gli animali (prevalentemente cornacchie ma anche molti rapaci, come poiane e gheppi) fulminati dalle linee elettriche vengono a contatto con la vegetazione, innescando incendi, come accertato in diverse occasioni dal Corpo Forestale Regionale di Vigilanza Ambientale della Regione Sardegna. Ad un anno dalla sua liberazione, Abbaluchente aveva continuato ad esplorare la Sardegna, soprattutto lungo la costa orientale, soffermandosi nel nord e visitando spesso il Parco Nazionale dell’Asinara. Per un certo periodo di tempo, si era associata con Pratteri, maschio liberato nel Parco di Tepilora nel 2019. La Sardegna ha mostrato di essere fortemente idonea al ritorno dell’Abilastru, grazie al suo clima mite, ai suoi ambienti naturali, all’ampia offerta di riparo e prede. Ma la morte di Abbaluchente è una perdita grave per il progetto. Come per Saccaia, si tratta infatti di un animale che avrebbe potuto a breve iniziare a riprodursi, possibilità stroncata sotto il palo di una linea elettrica. Ispra si rende disponibile ed auspica maggior collaborazione con società elettrica per minimizzare i rischi di ulteriori perdite legate alle linee elettriche.

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