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PIANO LUPO. I COMMENTI DI COLDIRETTI E CIA EMILIA-ROMAGNA

Coldiretti – Salviamo le migliaia di pecore e capre sbranate, mucche sgozzate e asinelli uccisi lungo tutta la Penisola dove la presenza si è moltiplicata negli ultimi anni con stragi negli allevamenti. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento al Piano Lupo presentato dal Ministro dell’Ambiente Sergio Costa che rappresenta un passo in avanti per cercare di ripristinare una situazione di equilibrio. Serve – spiega la Coldiretti – la stessa responsabilità nella difesa degli allevamenti e dei pastori e allevatori che con coraggio continuano a presidiare le montagne e a garantire la bellezza del paesaggio. Non si possono lasciar morire pecore e vitelli e costringere alla fuga migliaia di famiglie che da generazioni popolano le montagne, ma anche i tanti giovani che faticosamente sono tornati per ripristinare la biodiversità perduta con il recupero delle storiche razze italiane.

La presenza di branchi di lupi sta scoraggiando in molte aree l’attività di allevamento mettendo a rischio anche il tradizionale trasferimento degli animali in alpeggio che, oltre ad essere una risorsa fondamentale per l’economia montana, rappresenta anche – sottolinea la Coldiretti – un modo per valorizzare il territorio e le tradizioni culturali che lo caratterizzano. Senza i pascoli – sostiene la Coldiretti – le montagne muoiono, l’ambiente si degrada e frane e alluvioni minacciano le città. Ci aspettiamo – conclude la Coldiretti – un impegno concreto per tutelare un bene comune con un sostegno pubblico a sistemi di difesa appropriati e un rapido ed adeguato rimborso dei danni, senza se e senza ma.

Cia – “Bene il piano di conservazione del lupo, ma tuteliamo anche gli agricoltori di montagna che allevano animali da reddito e soprattutto presidiano un territorio a rischio di degrado: questa è la priorità”. È il commento del presidente di Cia-Agricoltori Italiani dell’Emilia Romagna, Cristiano Fini, alla notizia dell’approvazione del Piano di conservazione e gestione del lupo in Italia presentato dal Ministro dell’Ambiente Sergio Costa.

“Ok la gestione del lupo -aggiunge Fini- a patto che si metta al centro il lavoro degli agricoltori nelle aree di montagna, dove ormai il canide è diffuso e non di rado attacca le greggi. Inoltre registriamo la sua presenza in pianura, assieme a caprioli e cinghiali, di cui sono stati segnalati investimenti lungo strade di grande percorrenza”.

A causa dell’invasività di questo predatore, che non ha nemici naturali, Cia-Agricoltori Italiani dell’Emilia Romagna registra anche la chiusura di aziende montane che trovano difficoltà nel portare al pascolo gli animali, prede facili per questi carnivori.

Purtroppo i risarcimenti non compensano mai a sufficienza il danno che, oltre la perdita degli animali, comporta la ricostituzione del patrimonio zootecnico che si protrae nel tempo -osserva ancora Fini- con perdite economiche che non vengono riconosciute. Infine -conclude Fini- questa situazione comporta la disaffezione all’agricoltura di montagna ed allo spopolamento di questi territori: non ce lo possiamo più permettere”.

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