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PIEMONTE. CACCIA: VIGNALE (MNS) PERSA L’ULTIMA POSSIBILITA’ PER GARANTIRE IN REGIONE UN’ATTIVITÀ VENATORIA NON IDEOLOGICA NE’ PUNITIVA

“Il centro sinistra regionale ha ancora una volta perso l’ultima  possibilità per garantire al Piemonte un’attività venatoria corretta e non limitata da ideologie di bandiera. Oggi infatti ha bocciato le mie due proposte di eliminare l’esclusione di ben 15 specie dal prelievo venatorio regionale e il blocco della caccia la domenica, confermando ancora una volta, di preferire l’ideologia al contatto con la realtà e ai cittadini”” lo dichiara Gian Luca Vignale, presidente del gruppo regionale del Movimento Nazionale per la Sovranità popolare in Piemonte dopo la bocciatura avvenuta oggi in Commissione di alcuni emendamenti al ddl n. 294 “Legge annuale di riordino dell’ordinamento regionale. Anno 2018” che nelle prossime settimane sarà oggetto di votazione in Consiglio Regionale.

“Lo scorso giugno – spiega Vignale – il centro sinistra ha approvato una legge regionale sulla gestione dell’attività venatoria fortemente limitante, ricca di sanzioni, divieti e freni alla caccia. Una vera e propria normativa anticaccia che anziché gestire una risorsa importante per la nostra regione la blocca. Per fortuna l’ideologia del centro sinistra è stata riconosciuta dal Governo che lo scorso agosto ha stabilito di portare il testo di legge davanti alla Corte Costituzionale, ma finché la Corte non si esprimerà i divieti rimarranno”.

Tra le proposte avanzate da Vignale vi è la cancellazione della norma sull’esclusione di quindici specie dal prelievo venatorio.

“Per questo motivo – continua – ho presentato alcune proposte di modifica alla legge sotto forma di emendamenti al ddl n. 294 di riordino della normativa regionale, che avrebbero potuto essere una buona occasione per il centro sinistra piemontese di fare una marcia indietro su una legge che viola la stessa normativa nazionale e per riportare, quindi, una gestione non punitiva della caccia in Piemonte”.

“L’approvazione delle mie proposte avrebbe permesso – conclude -, ad esempio, l’avvio della stagione venatoria senza l’incredibile esclusione di specie cacciabili dalla legislazione nazionale. Invece questa mattina la maggioranza ha dimostrato ancora una volta di non essere capace di imparare dagli errori”.

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