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PIEMONTE, PIANO LUPI: IMMOBILISMO INSOSTENIBILE, SALVARE L’ECONOMIA RURALE

La gestione del lupo e degli ungulati continua a rappresentare un’emergenza in Piemonte nonostante la recente approvazione della legge regionale sulla caccia costituisca un importante passo avanti per alcuni aspetti. Nelle aree montane e non solo, ormai, si contano continuamente i danni provocati dalla presenza del lupo, una tematica affrontata anche durante un recente dibattito in Consiglio regionale.

“Viviamo in una situazione di immobilismo insostenibile poiché il Piano Lupo si è arenato in Conferenza Stato-Regioni già nel dicembre del 2017, dopo anni di discussioni, per cui non abbiamo ancora un quadro normativo che consenta di mettere in campo misure concrete – sostengono Fabrizio Galliati vicepresidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale -. Una condizione che sta esasperando gli imprenditori agricoli che, in particolare, nelle aree svantaggiate, ma non soltanto poiché i lupi si stanno spostante sempre più verso le zone pianeggianti, vivono continui attacchi che ostacolano il proseguimento della loro attività economica. Ricordiamo, oltretutto, che la presenza delle imprese agricole consente di mantenere il presidio di territori che altrimenti sarebbero disabitati da tempo.

La diffusione sempre più massiccia dei lupi non può minare l’economia rurale della nostra regione – concludono Galliati e Rivarossa – per questo il Piano Lupo, che auspichiamo venga al più presto preso in seria considerazione dalle Istituzioni preposte, dovrà tener conto delle esigenze degli allevatori che insistono in quelle aree e che ne garantiscono lo sviluppo sociale ed economico.  In tal senso, auspichiamo da parte del mondo politico regionale una maggiore attenzione su un tema che riveste una connotazione, non solo culturale, ma che richieste un’attenta analisi ed un approfondito confronto”. (Fonte COLDIRETTI)

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