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SAVONA. CONTINUANO GLI ATTACCHI DEI LUPI E SALE IL RISCHIO PER GLI ALLEVATORI

“Inutile creare allarmismo -spiega Valter Sparso di Cia Savona in un articolo sul Secolo XIX realizzato da Alessandro Palmesino- ma se non si trovano soluzioni rischiamo di trovarci in un’emergenza difficilmente gestibile”.

In Liguria i lupi stimati sono circa 150 (sono circa 2000 in Italia) che si spostano rapidamente lungo le dorsali appenniniche. Ogni anno vengono denunciati decine di attacchi.

“Il problema -prosegue Valter Sparso nell’intervista al Secolo XIX- è che gli allevatori ci perdono sempre. E’ vero che ci sono risarcimenti per ogni capo perduto, ma ne viene riconosciuto solo un valore medio, senza considerarne la qualità. E non si tiene conto dei costi di smaltimento che sono pesanti. Se perdo tre pecore mi danno poco più di 200 euro e la maggior parte se ne va solo nel trasporto delle carcasse”.

Le risposte a questo problema non sono sufficienti.

“Regione e Parchi offrono recinti elettrificati, dissuasori e anche cani pastori -conferma Valter Sparso-. Tutte soluzioni che non risolvono il problema perché la posa e la manutenzione di questi recinti, peraltro molto brutti dal punto di vista paesaggistico, non sono indolori. E la diffusione di cani pastori addestrati può presentare problemi perché sono molto aggressivi.”.

Risultato? I lupi attaccano sempre di più. E animali sempre più grossi.

“E’ evidente che questa situazione per i piccoli allevamenti sul territorio non sia più sostenibile, come diventa ingestibile aprire la stagione degli alpeggi o dei pascoli dati i rischi di aggressione -aveva già sottolineato a cialiguria.org alcune settimane fa il presidente di Cia Liguria, Aldo Alberto -. Chiediamo risarcimenti delle predazioni zootecniche al 100% del danno subito, risarcimenti che tengano conto della qualità dei prodotti stessi, risarcimenti estesi anche ai costi della termo-distruzione delle carcasse, pagamenti più rapidi dei danni subiti”. (Fonte CIA)

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