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SU “LA STAMPA” BOTTA E RISPOSTA FRA FERRERO E MORENA

Pubblicata sul quotidiano piemontese in edicola il 5 settembre, un botta e risposta a distanza fra l’assessore alla caccia del Piemonte Ferrero e il presidente regionale di Federazione Italiana della caccia, Bruno Morena. A riportarlo, un articolo a firma di Giampiero Carbone, che vi sottoponiamo:

«Il proliferare di cinghiali e caprioli non è casuale, ci sono soggetti interessati alla loro macellazione». L’accusa, grave, dell’assessore regionale alla Caccia del Piemonte, Giorgio Ferrero, risale a sabato scorso, a Carrega Ligure, durante l’incontro organizzato dal Comune sul tema del Parco dell’Alta Val Borbera. Un dito accusatore, quello dell’esponente della Giunta Chiamparino, che punta dritto contro i cacciatori, o almeno a una parte di essi.
L’assessore Ferrero ha risposto al vicepresidente della Provincia Federico Riboldi il quale, pur dicendosi favorevole al nuovo Parco, ha sottolineato le difficoltà causate dalla fauna selvatica, lupo compreso, a chi decide di vivere sull’Appennino, agricoltori e allevatori in particolare. La creazione del Parco, nelle intenzioni del sindaco Marco Guerrini, va proprio nella direzione di mettere in atto piani di contenimento degli ungulati come avviene nelle altre aree protette, dove tali interventi si rivelano efficaci mentre nel territorio «libero» le squadre degli Atc difficilmente, a detta degli agricoltori danneggiati, raggiungono l’obiettivo.
La frase di Ferrero viene commentata da Bruno Morena, presidente regionale di Federcaccia, associazione che ha contestato la nuova legge regionale sulla caccia: «Parole senza senso, quelle dell’assessore. Se intendeva prendersela, ancora una volta, con il mondo venatorio, ha decisamente sbagliato. I cacciatori non sono certo dei commercianti, vanno a caccia solo per divertirsi, non certo per poi commercializzare la carne». Quindi, non è vero, come sostengono alcune associazioni animaliste, che cinghiali e caprioli vengono diffusi ad arte sul territorio da chi ne ha interesse? «È una banalità, verrebbero visti subito da qualcuno. La proliferazione di queste specie avviene per cause naturali, come la loro prolificità».”

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