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SUL CALENDARIO VENATORIO VENETO LUCI E ALCUNE OMBRE

La pubblicazione del Calendario Venatorio della Regione Veneto per la prossima stagione venatoria ci ha soddisfatto per una buona parte dei contenuti, ma ci lascia perplessi per pochi punti, che avrebbero migliorato notevolmente le opportunità di caccia per questa regione, così importante nel panorama nazionale.

Tra i punti positivi, finalmente, dopo numerose stagioni di diniego, la Regione Veneto ha accolto la richiesta di Federcaccia di consentire la pre-apertura al colombaccio per soli due giorni, scegliendo correttamente di fare coincidere le giornate con quelle alla tortora: questo può alleggerire la pressione su quest’ultima specie, per la quale è in vigore un Piano d’Azione Internazionale che raccomanda una corretta gestione dei prelievi e un controllo dei prelievi illegali.

Positivo anche il giudizio sul mantenimento delle date di apertura e chiusura della stagione, dalla terza domenica di settembre al 30 gennaio, contro un parere ISPRA – sempre più teorico e non basato su dati scientifici – che vorrebbe restringere la caccia vagante a soli 3 mesi, e contrarre di 25 giorni la caccia a numerosi migratori.

La Regione Veneto ha anche mantenuto la chiusura al beccaccino al 30 gennaio 2020, di fronte alla novità di quest’anno in cui ISPRA ha deciso che la specie, non essendo cacciabile da appostamento, dovrebbe chiudere il 31 dicembre (!). In merito ci chiediamo se non sarebbe stato meglio per ISPRA proporre la caccia vagante solo in aree umide in gennaio, come del resto attuato da molte Regioni italiane da anni.

Venendo alle parti insoddisfacenti, non possiamo condividere la scelta di chiudere la caccia al colombaccio il 16 gennaio, poiché la sentenza del TAR Toscana, su cui si basa questa decisione, è stata appellata in Consiglio di Stato e quindi non ha carattere definitivo; sarebbe quindi stato possibile sottrarre dalla stagione solo le due giornate previste per la pre-apertura e in caso di ricorso far esprimere un altro TAR, che avrebbe potuto avere un diverso orientamento.

Siamo inoltre sconcertati di fronte alle scelte regionali per combattente e moretta: il primo con l’apertura al 1 ottobre invece del 15 settembre, che ne pregiudica il 90% del possibile prelievo, e la seconda con la chiusura al 20 gennaio (unica fra gli anatidi), quando la popolazione europea non ha alcun problema di conservazione e la tutela della moretta tabaccata è da attuarsi all’inizio della stagione, non certo in gennaio, quando in Veneto la specie è presente con poche unità.

Peccato, perché Federcaccia aveva proposto queste modifiche alla bozza, prevedendo ad esempio un carniere limitato e la forma di caccia da appostamento per il combattente.

In ultimo abbiamo notato che alcune motivazioni per il discostamento dal parere ISPRA potrebbero essere migliorate. Offriamo come sempre la nostra collaborazione alla Regione Veneto per la migliore gestione della caccia e la difesa da eventuali ricorsi.

Oscar Stella – Consigliere nazionale quota Veneto Federazione Italiana della Caccia

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