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EUGENIO BRUSCOLINI

TIRO A VOLO. LUTTO: È MORTO EUGENIO BRUSCOLINI

Lo scorso venerdì 29 giugno, per le conseguenze di un incidente stradale, è morto Eugenio Bruscolini. L’episodio è avvenuto a Riccione: la città romagnola in cui Eugenio era nato 73 anni fa e in cui viveva con la famiglia e svolgeva il ruolo di imprenditore. Ma la figura di Eugenio Bruscolini è legata indissolubilmente al tiro a volo: lo sport che il romagnolo ha più amato con quell’energia inesauribile che è stata il tratto essenziale della sua personalità. Tiratore multiforme e poliedrico che si è espresso principalmente nelle discipline dello Sporting e del Compak, Eugenio Bruscolini tra gli anni Novanta e i primi Duemila è stato proprio selezionatore della Nazionale italiana di Sporting. Si deve proprio a Bruscolini la scoperta di molti talenti che oggi popolano il panorama agonistico di quelle specialità e si deve di nuovo al campione riccionese anche la promozione convinta che molti sodalizi italiani negli anni hanno gradualmente intrapreso in favore del Compak e dello Sporting. Agonista di grande talento, oltre che appunto talent-scout e selezionatore dalle indiscusse qualità, Eugenio Bruscolini militava attualmente tra i Master e, seppure non con l’assiduità di una volta, era tuttora regolarmente presente a moltissime competizioni delle sue specialità preferite. In un messaggio indirizzato alla famiglia, anche il Presidente federale Luciano Rossi ha voluto ricordare il grande campione scomparso. “Non posso che dirmi commosso e turbato – ha scritto Luciano Rossi – per le circostanze incresciose che hanno strappato alla vita Eugenio Bruscolini. Certamente tutti noi del mondo del tiro a volo abbiamo perso un amico sincero e un riferimento sportivo dalle doti singolari. Le tante attestazioni di stima, di affetto, di profonda considerazione sportiva e umana nei confronti di Eugenio che si leggono in rete in queste ore descrivono con chiarezza, più di mille parole, la sua vulcanica capacità magnetica. Eugenio è stato un uomo, un atleta, un campione che ha sempre agito con quella schiettezza innata con cui si presentava anche in pedana. Proprio questa naturale attitudine alla schietta linearità, mai mediata, ha talvolta proiettato su Eugenio quella fama di campione e coach burbero che nei fatti era regolarmente smentita poi dall’affabilità, dalla cordialità e da quella esplosiva gioia di vivere che sono stati invece gli autentici segni distintivi di Bruscolini. Molti dei nostri grandi talenti dello Sporting e del Compak non potrebbero esprimersi oggigiorno in maniera così raffinata se non avessero avuto per maesto e per tecnico proprio Eugenio Bruscolini. Quell’Eugenio che ha saputo avviare all’agonismo generazioni di atleti e che, senza l’intervento di un imprevedibile e tragico scherzo del destino, potrebbe essere ancora amabilmente in pedana con tutti noi a lavorare per il tiro a volo e a gioirne”. (Fonte FITAV)

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