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Giovanni Pellielo

TIRO A VOLO. PELLIELO: ““IL VACCINO AGLI OLIMPIONICI? PRIMA PENSINO AI PIÙ DEBOLI”

In un bell’articolo dello scorso 14 novembre, realizzato da Raffaella Lanza e pubblicato sul sito del quotidiano La Stampa, il nostro Giovanni Pellielo, quattro volte medagliato olimpico e quattro volte Campione del Mondo, dice la sua su un eventuale priorità di vaccinazione anti-covid per gli sportivi impegnati nelle prossime Olimpiadi di Tokio. Velo riportiamo qui per comodità “Piuttosto che togliere egoisticamente un vaccino ad un persona fragile, che se non viene vaccinata rischia di morire, io rinuncerei alle Olimpiadi». Lo dice a chiare lettere il campione vercellese di tiro a volo Giovanni Pellielo, commentando le parole di Federica Pellegrini comparse in un’intervista su La Repubblica. La campionessa di nuoto ha parlato delle prossime Olimpiadi: «Se questi Giochi si vogliono fare, il Comitato olimpico internazionale dovrebbe fornire il vaccino a tutti gli atleti. Credo sia l’unica strada percorribile. Naturalmente se il vaccino ci sarà e verrà garantito alle fasce più deboli della popolazione».

Pellielo, che di Olimpiadi se ne intende dato che ha partecipato consecutivamente a tutte le edizioni da Barcellona 1992 a Rio 2016 (vincendo in questo arco di tempo tre argenti e un bronzo) ed è in lizza per Tokyo 2020 esprime il suo pensiero senza giri di parole: «Io incarno quotidianamente lo spirito olimpico, ma di fronte a vaccini contingentati, ho sentito che all’Italia verrebbero fornite poco più di un milione di dosi, pensare di “rubare” un vaccino ad un anziano, che magari con quello avrebbe salva la vita, non sarei sereno. Non voglio essere responsabile di un omicidio. In coscienza non mi sentirei a posto».
Aggiunge: «Non lo trovo eticamente giusto. Preferisco stare a casa. Non andare alle Olimpiadi. Immaginatevi questo: io faccio il vaccino e volo a Tokyo, e lì scopro che mia mamma, che ha ottant’anni, è anziana e fragile, si è ammalata di Covid. Che quel vaccino, che poteva essere destinato a lei, è stato dato a me, per poter partecipare alle Olimpiadi. Ma di che cosa stiamo parlando? Non scherziamo. O c’è il vaccino per tutti, e quindi si possono fare certi ragionamenti, oppure di fronte a dosi contingentati usiamo il buon senso e mettiamo al primo posto la salute delle persone».

Giovanni Pellielo ha partecipato a sette Olimpiadi consecutive, sa cosa significa vivere i Giochi: «Io penso che così non si incarnerebbe lo spirito olimpico, sarebbero Olimpiadi falsate che non avrebbero un vero senso sportivo. Quella rassegna è gioia, è il punto di arrivo di un percorso costellato di sacrifici da parte di un atleta. E’ un momento di condivisione mondiale. Parlo per aver vissuto sulla mia pelle questa manifestazione. Io credo che il Cio in questo momento debba fare una riflessione profonda su questa pandemia che sta colpendo il mondo intero. Il rispetto dell’uomo parte dal rispetto del prossimo. Non si può “scherzare” con la salute. Credo che gli atleti per primi dovrebbero dire no, rifiutare il vaccino, se eventualmente venisse formulata questa proposta. Le grandi persone sono quelle che nel quotidiano fanno piccoli gesti di bene».” (Fonte FITAV)

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