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IL TITOLO DELLE MUTE “CADETTE” SU CINGHIALE SCENDE NEL SUD PONTINO CON VALENTINO DI TROCCHIO

Missione compiuta per il fondano Di Trocchio che torna dalla finale di Grosseto con il titolo di campione Italiano e con questa impresa continua a spostare verso il meridione l’ago della bilancia agonistica del segugismo su cinghiale. Un percorso, questo, che è confermato dalla presenza in finale di tanti giovani conduttori provenienti da Potenza, Crotone e perfino da Reggio Calabria.

È proprio questa presenza – ha dichiarato Domenico Coradeschi, vice presidente vicario e delegato per la cinofilia – ad entusiasmare la Fidasc e a ripagare tutti i suoi sforzi per divulgare la cultura della cinofilia sportiva, sia con i cani da seguita che con quelli da ferma. Un lavoro che sta evidentemente dando i suoi frutti se a contendersi il posto nelle finali su cinghiale sono scesi in campo i conduttori di circa 1.500 cani, quasi il doppio di quelli presenti lo scorso anno.

Nella tre giorni maremmana (6-8 maggio), organizzata dalla Società “La Moscona”, presieduta da Paolo Travagliati, sono arrivate 9 mute finaliste provenienti da Arezzo, Siena, Grosseto, Perugia, Viterbo, Latina, Potenza, Crotone e Reggio Calabria che si sono sfidate per il giudizio degli Ufficiali di Gara Fabrizio Montanari (Parma); Giovanni Cardinali (Siena) e Michele Vaccaro (Potenza) e sotto la supervisione quanto mai autorevole, oltre che prestigiosa, del Commendator Sestilio Tonini in veste di Delegato federale. Sponsor di questa e delle altre competizioni cinofile della competizione è stata l’Azienda Bs Planet che ha messo in palio una valigetta contenente due collari e un dispositivo palmare di localizzazione satellitare.

Le nove “sciolte”, quattro venerdì, tre il sabato e due la domenica, hanno avuto luogo in due delle più famose tenute agricole del grossetano: quella di Monte Bottigli, di proprietà del Principe Ricciardo D’Ardia Caracciolo (Magliano in Toscana) e quella delle Sementarecce del Dr. Mario Mencarelli, ricadente nel Comune di Grosseto. Alla perfetta riuscita delle complesse operazioni logistiche di accompagnamento di Ufficiali di Gara e conduttori hanno validamente contribuito i membri delle Squadre locali di caccia al cinghiale. Quella di “Montebottigli”, con l’intervento di Davide e della sua espertissima compagna e poi quelle di “Sughera” e “Poderone”.

La presenza di numerose “scrofate” e un territorio sicuramente molto diverso per tipo di vegetazione da quelli abituali per i conduttori e ausiliari del sud, hanno reso particolarmente ardua soprattutto la fase di seguita nella quale si è registrata la maggior parte delle scissioni con la conseguente mancata qualificazione di quasi tutte le mute.

Ma non quella di Segugi Istriani del campione Valentino di Trocchio che, invece, ha svolto un lavoro egregio meritandosi il giudizio finale di Eccellente con un punteggio medio di 162,16.

Questo il dettaglio della sua bella e valida squadra: Adele (162, Ecc.); Mia (160, Ecc.); Attila (167, Ecc.); Roy (160, Ecc,); Aga (162, Ecc.); Mora (162, Ecc.).

Al secondo posto, il conduttore grossetano Mirco Cipriani con i suoi otto Segugi Maremmani: Scipione (152, Mb); Rhumbetta (151, Mb); Baleno (152, Mb); Kumbo (152, Mb) e Partito (152, Mb). Non qualificati, invece, Tonfo, Beppe e Corinna.

Sul terzo gradino del podio è salito infine Giancarlo Mancini che da anni sta tentando la scalata al titolo con i suoi Segugi Italiani a pelo raso: Sushi (154, Mb); Figaro (146, B); Vulcano (140, B); Dea (161, Ecc.); Desi (146, B). Fuori qualifica, invece, Bosco con i suoi Istriani.

 

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