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Roberto Salvini

TOSCANA. ROBERTO SALVINI: «PROPOSTA DI LEGGE SUL CONTENIMENTO DEGLI UNGULATI INUTILE, IL PROBLEMA È A MONTE»

Stamani il Consigliere regionale toscano Roberto Salvini è intervenuto in Aula evidenziando i forti limiti della proposta di Legge 412 “Disposizioni Per il rafforzamento delle funzioni di polizia provinciale e della città metropolitana di Firenze per il contenimento degli ungulati in aree urbane”. che non risolverebbe il problema a monte il problema dell’esubero di ungulati. Il fulcro secondo il consigliere del Gruppo misto, infatti starebbe «nell’enorme differenza che c’è tra aree protette e aree in cui si può esercitare il prelievo. La Pdl non mira a risolvere il problema della presenza di ungulati consentendone il prelievo, ma soltanto a aumentare l’apparato di controllo su questi animali che si avvicinano sempre di più alle città. Si assiste al paradosso per cui il 67% del territorio è protetto dal prelievo venatorio, e si interviene con leggi speciali e finanziamenti di 3milioni e 780mila euro per fronteggiare il soprannumero di cinghiali e caprioli senza andare alla fonte del problema, soldi che vengono a mancare allo sviluppo economico e alle piccole medie imprese e alle start –up».

«Questa situazione sarebbe risolvibile attraverso un’ adeguata programmazione venatoria,  praticandola anche su terreni protetti così che gli ungulati non debbano essere costretti a scendere a ricercare il cibo  nelle aree urbanecontinua il –    consigliere  – Siamo di fronte a una situazione di completo squilibrio faunistico rispetto a quelle che sono le potenzialità alimentari del territorio. Il soprannumero di questi animali ha fatto sì che la nobile e stanziale sia quasi totalmente scomparsa dalla Toscana e che una grandissima parte del nostro territorio sia totalmente abbandonata a se stessa perché non più redditizia per l’attività agricola e l’attività agricola rimanente deve fare i conti con danni continui, e continua installazione di recinzioni. La soluzione potrebbe essere invece la cattura con gabbie e l’abbattimento in tutte le aree protette, per cercare di ricreare l’equilibrio».

«Siamo ormai arrivati a una situazione di vera e propria emergenza, come sottolineano i dati di Coldiretti: in trent’anni c’è stata una crescita del numero di cinghiali oltre il 400%, una sovrappopolazione che rappresenta un enorme problema sia per gli agricoltori che per la sicurezza dei cittadini. Basta leggere le cronache quotidiane per rendersene conto».

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