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UNITÀ PER UNA FIDC PIÙ FORTE (Editoriale, Il Cacciatore Italiano n°1)

UNITÀ PER UNA FIDC PIÙ FORTE (Editoriale, Il Cacciatore Italiano n°1)

All’indomani delle elezioni della nuova presidenza, nel giugno 2009, abbiamo affermato nell’editoriale che era necessità imprescindibile per il nuovo corso “ritrovare un’altra delle risorse storiche della Fidc, quella unità e quella coesione che per anni ci ha contraddistinto”. Abbiamo anche detto che la ritrovata unità avrebbe favorito la più efficace condivisione delle logiche federaliste disegnate con la scrittura del nuovo statuto, e completate attraverso un coinvolgimento più responsabile delle sezioni periferiche in un assetto che avrebbe dovuto vedere una Federazione rinnovata, aggiornata e più forte, potenzialmente in grado di affrontare le sempre più complesse questioni che riguardano l’attività venatoria. Ebbene in questo anno e mezzo di attività federale trascorso velocemente, il tempo è molte volte un nemico, possiamo, anche se timidamente, affermare di avere ritrovato la collaborazione, la condivisione e la solidarietà come espressioni fondamentali di quella unità d’intenti e di azione auspicata e ricercata con forza come requisito necessario in ogni contesto sociale e politico e civile, e quindi particolarmente necessario in quello in cui si trova oggi ad agire la Fidc. In questo senso e in ragione di queste premesse ho il dovere di rivolgere un sentito ringraziamento al Consiglio di Presidenza, al Consiglio nazionale e all’Assemblea dei presidenti provinciali per la partecipata attività, la capacita di proposta e l’attenta sensibilità che hanno permesso in unità e condivisione di gettare le basi progettuali per una Federazione rinnovata e aggiornata, maggiormente in grado, si auspica, di affrontare le questioni relative alla fauna, all’ambiente e alle problematiche del prelievo venatorio con maggiori risorse e più alto livello di competenza e professionalità. Una competenza e una professionalità che in senso federalista dovrebbe essere sviluppata dal centro alla periferia, dal nazionale ai regionali e provinciali. Competenza, professionalità e supporto tecnico-scientifico dovrebbero aumentare la qualità del nostro impegno nella gestione, creando e svolgendo funzioni utili all’ambiente, alla fauna, alla caccia, alla società, recuperando immagine, dignità e legittimità presso l’opinione pubblica. La realtà vissuta oggi dalla cultura della caccia è poco conosciuta dalla società, come sono ancor meno conosciute le regole che la disciplinano in una nazione dove il tritacarne della politica dopo le promesse demagogiche rischia di consegnare all’oblio in pochi anni anche il secondo tentativo di modifica della 157. Questi, per citarne solo alcuni, sono fattori che dovrebbero suggerire, per non dire imporre, la necessità di aggiornare e modificare la nostra struttura e con essa la nostra capacità di confronto. Come abbiamo ricordato più volte, è nostro dovere aumentare in modo deciso il nostro livello di conoscenza dell’ambiente, della fauna, del mondo venatorio. Un più alto livello di conoscenza ci permetterà di aprirci alla società, non parlando soltanto ai cacciatori: occorre far sapere alla società che la caccia è disciplinata, e che se possibile la vogliamo ancora più in questo senso sostenibile, non con inutili balzelli, ma con regole certe e rispettate, e con il rispetto dei diritti dei cittadini cacciatori. Inoltre, la conoscenza è l’unico vero strumento per supportare le nostre richieste, indirizzare le decisioni degli amministratori, e forse anche per coinvolgere, in senso propositivo, quelle più ostiche del legislatore. Mi permetto sommessamente di suggerire a noi e a tutti i soggetti in questo senso interessati che questa è in buona sostanza la strada da seguire. Un percorso che è contenuto fondante il progetto condiviso e recentemente approvato per una Federcaccia di domani più forte, per una caccia del futuro più europea. Un progetto che deve essere arricchito, ma anche un obiettivo che certamente potrà essere raggiunto se manterremo il principio di unità, di condivisione e di capacità di proposta che ha recentemente contraddistinto la nostra Federazione.
Gian Luca Dall’Olio

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