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Valle Mandriole - Cacciatori con barchino durante il recupero degli anatidi (foto R. Aguzzoni)

VALLE DELLA CANNA. DALLA FEDERCACCIA UN PLAUSO AI PROPRI SOCI

Dopo aver già rivolto un sincero ringraziamento indistintamente a tutti i cacciatori che si sono impegnati nei primi interventi nella zona protetta della Valle della Canna (Valle Mandriole) in provincia di Ravenna, dove abbiamo dovuto assistere praticamente impotenti a una vera e propria moria di avifauna acquatica riconducibile alle scarse o nulle operazioni di gestione e regimazione delle acque da parte degli enti preposti, Federazione Italiana della Caccia ritiene corretto rivolgersi alle persone che maggiormente hanno dato il loro contributo, in larghissima parte nostri tesserati.

Venerdì 4 ottobre, allo scoppiare dell’emergenza, erano presenti già 15 cacciatori che con battelli personali o a piedi raccoglievano ben 1075 acquatici morti e 185 ancora in vita (alcuni dei quali purtroppo morti successivamente), che venivano curati a terra da un’altra decina di volontari. Per poter immettere acqua si sono dovute sospendere le operazioni di recupero nelle giornate di sabato, domenica e lunedì, ma già dalle prime ore del mattino di martedì 8 ottobre sono riprese le operazioni di recupero. Questa volta erano presenti in valle 35 cacciatori, trasportati in Valle con furgoni auto e mezzi a traino. In questa giornata sono stati recuperati ulteriori 460 capi morti e 10 ancora in vita.

A coordinare le operazioni sono stati principalmente Davide Tabanelli, espressione del comune di Ravenna, Gino Ranieri, appartenente alla Federcaccia e coordinatore dell’ATC, che oltre al lavoro di recupero dei selvatici ha provveduto a tenere il registro dei capi recuperati. Un altro socio Federcaccia, il presidente provinciale di ACMA, Filippo Para, si è impegnato in modo encomiabile nel recupero e nelle cure dei capi trovati ancora vivi.

Un ringraziamento particolare va anche ai nostri barcaioli, un supporto veramente unico e insostituibile grazie alla loro esperienza di questa non facile pratica.

Oltre a Federcaccia, lo abbiamo detto, anche una piccola ma comunque meritevole rappresentanza di alcune altre associazioni venatorie. Hanno invece spiccato per la loro assenza, tranne che sulle pagine dei giornali, sicuramente più comode da frequentare che le paludi e i campi, le associazioni ambientaliste nel loro complesso, che hanno fatto una presenza con 2 loro socie per assistere – forse temevano che le anatre finissero in qualche carniere – e fare quello in cui riescono meglio: polemizzare.

In allegato foto di Roberto Aguzzoni e due video diffusi attraverso Facebook in questi giorni.