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ISPRA: CONFERENZA SULLA BIODIVERSITÀ IN ITALIA

ISPRA: CONFERENZA SULLA BIODIVERSITÀ IN ITALIA

La recente conferenza dell’Ispra per la conservazione della biodiversità ha evidenziato un doppio primato italiano: il Bel Paese vanta il più alto numero di specie animali tra i Paesi Ue (55.000 invertebrati, 1.812 protozoi e 1.258 vertebrati), ma anche il numero più alto in Europa di specie a rischio (1.020).
Almeno la metà dei vertebrati presenti in tutto il territorio, infatti, è minacciata dall’estinzione, così come quasi un quarto degli uccelli che frequentano la nostra nazione. Tra i pesci dei fiumi e dei laghi minacciati, inoltre, oltre il 40% sarebbero in condizione particolarmente critica, e ancora più allarmante sarebbe la situazione degli anfibi. Un quadro, quello italiano, che si inserisce in un contesto globale che vede il ritmo di estinzione delle specie da 100 a 1000 volte superiore a quello registrato in epoca pre-umana, e questo nonostante le aree protette a livello mondiale siano quintuplicate dal 1970 ad oggi. In questo scenario preoccupante, però, la caccia non viene chiamata in causa, non rappresentando, per numeri e incidenza, un fattore di minaccia al patrimonio di biodiversità del nostro Paese. “Dal 2000 al 2007 – si legge nel comunicato stampa Ispra – il numero di cacciatori a livello nazionale è diminuito del 6,2%. A livello regionale, ben undici regioni presentano percentuali di riduzione del numero di cacciatori superiori al valore registrato per l’Italia. Solo cinque regioni (Trentino Alto Adige, Lazio, Calabria, Sardegna e Molise), invece, mostrano un aumento del numero dei cacciatori”. Tra i fattori di incidenza, troviamo piuttosto i cambiamenti climatici e la conseguente presenza di specie aliene, il sovra sfruttamento, l’inquinamento, ma anche la semplice presenza dei vulcani e dei loro contaminanti. Un quadro complesso che preannuncia sfide nuove e impegnative in tema di conservazione della biodiversità, così come specificato dal presidente dell’Ispra, Bernardo De Bernardinis, che ha inoltre sottolineato come lo scopo della Conferenza non fosse solo quello di presentare le attività svolte dall’Istituto in materia, ma anche “di avviare una discussione sul suo ruolo rispetto all’attuazione del piano e della strategia nazionale per la conservazione della biodiversità su scala globale”.
A.B

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