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Francesco Bruzzone

L’ON. BRUZZONE DIFENDE IL DDL LEGA

“Ong animaliste nel pallone parlano di proposte mai presentate. Dalla Lega solo alcune modifiche di assoluto buon senso, supportate da norme e giurisprudenza vigenti, le proteste di matrice ideologica ledono il mondo ambientalista”.

Repentina e concisa la risposta dell’On. Francesco Bruzzone, in risposta alle proteste sollevate dalle Ong animaliste sul DDL di modifica della legge 157/1992, depositato dalla Lega in commissione agricoltura “Ong animaliste nel pallone prendono fischi per fiaschi solo per gridare allo scandalo, mescolando argomenti contenuti in una ipotetica bozza di Fdi, peraltro ritirata. Ciò evidenzia non solo una presa di posizione pretestuosa e di mera matrice ideologica, ma anche la scarsissima – se non nulla – conoscenza della normativa e della giurisprudenza in materia, del diritto comunitario, per non parlare delle dinamiche di tipo ambientali e faunistico. Le proposte presentate dalla Lega sono di assoluto buonsenso, supportate da normativa e giurisprudenza vigenti, relazioni tecnico-giuridiche e da dati concreti e ufficiali che supportano piccole ma necessarie modifiche, indispensabili per affrontare anche quei macro problemi legati all’espansione di specie opportuniste come il cinghiale, per contenere i danni all’agricoltura e per prevenire situazioni legate all’incolumità pubblica come gli incidenti stradali causati dalla fauna selvatica e la diffusione di zoonosi e malattie come la PSA. Sul fronte caccia ricordo che in Europa i calendari venatori vengono inseriti in legge o approvati con atto legislativo e non amministrativo, come avviene nella vicina Francia. Andare contro a proposte oculate e di buonsenso significa andare contro a tutto il mondo ambientalista: considerato il grado di depauperamento degli habitat e lo sbilanciamento faunistico legato all’esplosione demografica di specie generaliste e di quelle aliene, l’intervento dell’uomo è imprescindibile ed i cacciatori sono ad oggi l’unica categoria formata che continua concretamente e gratuitamente a darsi da fare per la tutela dell’ambiente. Tra l’aumento delle specie invasive, la perdita degli habitat ed i cambiamenti climatici, molte specie in Italia sono a rischio estinzione, ma agli animalisti forse va bene così, l’importante è trovare un nemico a prescindere e magari continuare a ricevere lauti finanziamenti pubblici e privati, sguazzando nel sempre più diffuso analfabetismo faunistico-ambientale, malattia cronica dei tempi moderni. (Fonte segreteria on. Bruzzone)

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