OLIMPIADI 2020: LA CITTÀ ETERNA TRA STORIA E TECNOLOGIA

Vincere il duello con Venezia e accaparrarsi il titolo di candidata italiana all’Olimpiade del 2020.

Questo l’obiettivo di Roma che, in attesa delle linee guida del Coni sulle quali impostare il proprio dossier di presentazione dei progetti e dei programmi olimpici, già pensa le cose in grande.

La notizia arriva da Il Messaggero di Roma, in un articolo pubblicato lo scorso 6 dicembre.

Monumenti e scenari storici come campi di gara, naturalmente in veste performante e super-tecnologica per l’occasione, ma nel rispetto del principio di non costruire impianti destinati poi all’abbandono una volta calato il sipario olimpico. Come monito, il Velodromo dell’Eur, che terminate le Olimpiadi del 1960 è tristemente finito in malora. Meglio allora sposare la filosofia americana, che vuole strutture mobili, smontabili subito dopo l’utilizzo. E se lo scenario prescelto vanta inoltre un fascino millenario, tanto meglio.

Il Parco Olimpico sarà il Foro Italico, vero cuore pulsante delle Olimpiadi. Gli spazi non saranno quelli di Sydney e neppure quelli immensi di Pechino, ma l’atmosfera sarà speciale per l’atletica, il nuoto, il tennis e il tuffo.

Suggestivo sarà il Circo Massimo, il più grande stadio dell’antichità, dove troveranno spazio le gare olimpiche di tiro con l’arco e, visto il grande spazio a disposizione, forse anche di beach-volley.

La canoa fluviale potrebbe trovare casa nel Laghetto dell’Eur, e il ciclismo su strada vedere il suo traguardo ai Fori Imperiali, una volta risolto il problema dei sampietrini.

Piazza di Siena è la sede naturale dell’equitazione, ospitando da quasi 80 anni il concorso ippico internazionale. Da definire, invece, il bacino del canottaggio. È facile escludere un ritorno a Castelgaldolfo e prevedere, invece, la costruzione di un impianto nuovo, dal momento che un bacino per il remo può contemplare anche un grande parco, ed esiste giù un progetto per realizzarlo a Settebagni. La storia ultracentenaria del Poligono del Tiro tornerà anch’essa a brillare ospitando le gare olimpiche, ma niente Colosseo per Roma 2020: la struttura architettonica simbolo della capitale sarà parte esclusiva del programma culturale. Al Flaminio si giocherà il torneo di rugby a 7, mentre a Ostia si terranno le gare di vela e del nuoto di fondo.

Il volley si giocherà al PalaLottomatica mentre il basket finirà a Tor Vergata nel nuovo Palasport da 15 mila posti in costruzione.

Arianna Biagi

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