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AIW: SULL'ORSA ZOPPA E SULLE "BUFALE"

AIW: SULL’ORSA ZOPPA E SULLE “BUFALE”

Riceviamo e pubblichiamo:

Poche righe per confutare alcuni punti del derisorio e supponente comunicato sulla “bufala invidiosa” di cui si è letto in vari articoli di stampa ed in Internet.
1 – Un orso senza una zampa noto alle autorità da almeno 4 anni meritava comunicati di condanna già da quattro anni verso gli ipotetici colpevoli. Invece si è stati in silenzio fino ad oggi, ovvero fino a quando i turisti lo hanno scoperto! Strano, questo comportamento, assolutamente contrario ad ogni logica ed in antitesi alla rapidità con cui sempre si sono denunciati gli atti di bracconaggio nel Parco d’Abruzzo, anche su animali assai meno importanti.
2 – Gli orsi non vengono acchiappati (è proprio il caso di usare questo termine!) alla zampa quando i lacci li mettono i bracconieri, ma al collo. Nessuna spiegazione viene data in merito alla tecnica dei ricercatori, che invece proprio alle zampe devono catturare gli orsi per poterli poi addormentare; ed il rischio che durante questo tipo di catture succedano fatti incresciosi è ben noto nel mondo dei ricercatori, specie negli USA dove questi lacci sono stati inventati e sperimentati.
3- Dopo la loro cattura gli orsi devono essere addormentati nel più breve tempo possibile, altrimenti il rischio è proprio quello che: uno, si sloghino la zampa, due che se la trancino a forza di tentare la fuga. E’ notorio a tutti gli studiosi della fauna selvatica (ed ai cacciatori) come lupi e volpi giungano addirittura a staccarsi con i denti le zampe per potersi liberare da lacci e tagliole!
4 – Mai prima d’ora nel Parco d’Abruzzo era stata segnalata la presenza di un orso, non tanto claudicante, quanto SENZA UNA ZAMPA! E le catture a scopi di studio sono state praticate proprio negli ultimi dieci anni circa. Si ripete quindi qui quello già scritto nel precedente comunicato: solo i ricercatori possono assicurare l’opinione pubblica e le stesse autorità che tali fatti non siano mai avvenuti, e noi siamo disposti a credere a loro, sulla fiducia ovviamente, visto che non potranno mai provare il contrario.
5 – E’ scritto in quel comunicato: “I lacci dei ricercatori, però, parrebbero non essere pertinenti”. Ci dichiariamo soddisfatti di questa affermazione, soprattutto ci conforta quel “parrebbero”.
6 – Bene ha fatto e fa la Forestale a combattere i bracconieri e, soprattutto, quelli che utilizzano lacci e veleni. Ciò, però, non è prova di recenti catture di orsi con questi lacci (gli ultimi di cui si sappia, per quanto noto allo scrivente, risalgono agli anni ’80: e non furono catturati alle zampe!). Nel comunicato si parla del numero degli orsi deceduti negli ultimi quindi anni facendo quasi intendere che ciò sia avvenuto per i lacci. No, è stato per altre ragioni, e visto che la polemica era sui lacci, una precisazione all’opinione pubblica non avrebbe guastato.
7 – Il problema della “felice convivenza tra orso ed abitanti del luogo” sta nel fatto che questa “felicità” (ma si potrebbe anche leggere “fenomeni di addomesticamento”) sta per finire proprio a causa di fattori che ancora nessuno ha saputo spiegare, ma che mai si erano verificati prima che iniziassero le ricerche. Soprattutto il problema esisterà quando di orsi non ce ne saranno più nel Parco, spinti come sono ad andare sempre più lontano per cercare quegli alimenti “domestici” (agricoltura e pastorizia) che nel Parco sono spariti o quasi, e che nessuna autorità si occupa di mantenere.
Al contrario, si continuano a contare gli orsi vivi e gli orsi morti, fino a quando ci diranno che gli orsi si sono quasi estinti e che per salvarli bisognerà rinsanguare la popolazione: e allora vai con le reintroduzioni, con altre ricerche, collari, pubblicazioni, conferenze e… conteggi!
In quanto all’apporto dato alla protezione dell’orso marsicano la spesa di oltre 13 milioni di euro per ricerche a questo fine , anche noi, come tutta l’opinione pubblica, aspettiamo di conoscere quale sia stato.
In democrazia (quella vera!) solo con il dialogo si giunge alla verità dei fatti, non con le dichiarazioni ufficiali, spesso dovute, a prescindere dalla verità.
Franco Zunino – Segretario Generale dell’AIW

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