TOP-MENU

lupo

TOSCANA. EMERGENZA LUPI: MOZIONE SOLLECITA L’APPROVAZIONE DEL PIANO NAZIONALE

La Giunta regionale è impegnata ad attivarsi presso il Governo perché sia “ripreso e portato avanti con celerità il percorso di approvazione del Piano nazionale per la conservazione e la gestione del lupo”. E’ quanto dispone la mozione approvata a maggioranza dall’Aula consiliare nella seduta di mercoledì 26 settembre, illustrata dal capogruppo de Pd, Leonardo Marras.

Il testo vincola la giunta anche a utilizzare “tutte le possibilità offerte dalle direttive comunitarie e dalla normativa vigente, compresa l’applicazione di deroga al prelievo”, per garantire la difesa delle attività zootecniche sui nostri territori dagli attacchi predatori. Marras ha ricordato che “dai territori ci sono continue richieste di incontro” perché ormai gli attacchi predatori sono “un dramma che vivono decine di allevamenti in tutta la Toscana”.

Leonardo Marras ha passato in rassegna le varie attività di Consiglio e Regione sul tema dei lupi. Tra queste anche l’iniziativa legislativa dell’assessore Remaschi in tema di risarcimento dovuto agli allevatori e, di concerto con le due Province autonome Trento e Bolzano, l’ulteriore iniziativa per verificare la possibilità di autorizzare il progetto di prelievo pari al 5 per cento della popolazione dei lupi in Toscana. “Gli attacchi continuano” perché “gli strumenti per intervenire sono bloccati” afferma Marras, che chiama in causa il Piano nazionale, redatto dal precedente Governo, a tutt’oggi giacente e non approvato e che, ricorda, contiene tra le misure previste proprio il “prelievo selettivo nella misura del 5 per cento”.
“L’attuale Governo ha posizioni strabiche”, dice il consigliere, citando il ministro dell’Agricoltura, Gian Marco Centinaio per le rassicurazioni rivolte, qui in Toscana, agli allevatori colpiti; quindi la “posizione coerente dei 5 Stelle assolutamente contraria agli abbattimenti selettivi”; poi le posizioni non contrarie al prelievo selettivo e all’abbattimento controllato assunte dal consigliere regionale M5S, Gabriele Bianchi davanti agli allevatori. Marras parla di “posizioni mutevoli”, e si chiede se c’è ancora la convinzione di approvare il Piano giacente.

Sullo sfondo i dubbi di legittimità sull’iniziativa assunta dalle Province di Trento e Bolzano, “quell’unico provvedimento legislativo che dava attuazione al Piano mai varato”.

La consigliera Irene Galletti (M5S) precisa intanto che “che se si volevano fare queste cose si poteva approvare il Piano durante il precedente Governo”. La materia evidentemente non è semplice, i profili di illegittimità richiamati anche dal ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, riferiti alle leggi alle quali intende ispirarsi l’assessore Remaschi, riguardano comunque leggi vigenti fin dal precedente Governo. “Il ministro Costa ha detto che ha intenzione di prendere in mano il Piano del lupo, è una delle prime cose che ha detto”, puntualizza la consigliera. Meglio lavorare nel rispetto delle leggi, lasciando allo Stato la definizione di una normativa organica – “Abbiamo 600 lupi in Toscana, volete far credere che l’abbattimento di 30 capi risolve il problema? – e pensare, al contempo, “alle cose semplici e concrete che possiamo fare noi per aiutare gli allevatori”, nei risarcimenti come nella prevenzione.

Roberto Salvini (Lega) ricorda a tutti la disciplina di protezione del lupo, precisando le particolari caratteristiche del dna del lupo italiano rispetto a quello europeo. “Oggi sul nostro territorio abbiamo altri tipi di animali” e la normativa vigente prevede che in questi casi si può intervenire. C’è poi la circolare del ministro Galletti, secondo la quale “gli ibridi sono considerati alla stregua di cani randagi”: in questo caso “spetta ai sindaci mettere in sicurezza il territorio”, emettendo un’ordinanza per catturare questi esemplari. Lo smaltimento delle carcasse non può essere a carico degli allevatori: il Comune si deve far carico delle spese.

Tommaso Fattori (Sì-Toscana a Sinistra) trova “curioso” che si parli di abbattimento, ma che al contempo “la Regione Toscana quest’anno non abbia stanziato un euro per la prevenzione”. Per gli allevatori “al danno si aggiunge la beffa, perché per ricevere gli indennizzi bisogna che abbiano messo in atto adeguate misure di prevenzione”. Quanto all’abbattimento, Fattori ribadisce: “gli studi scientifici segnalano che la dispersione dei branchi induce gli esemplari vaganti a predare ancora di più”, perciò si ottiene un effetto opposto a quello che si intende perseguire. E poi il lupo assicura “un sistema biologico di contenimento degli ungulati”: l’abbattimento con i fucili incoraggia “l’estro riproduttivo” negli animali selvatici. “Bisogna attivare una capillare azione di prevenzione sul territorio, con tecnici che studino le migliori soluzioni per ciascuna realtà”. (Fonte Camilla Marotti – Coniglio Regionale)

,

Le foto presenti su La Dea della Caccia sono in parte prese da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione potranno segnalarlo alla redazione - info@ladeadellacaccia.it - che provvederá prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate.