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TREMILA BECCHI DA SFAMARE SUL LAGO DI COMO (da PescaSport & Nautica n°6)

TREMILA BECCHI DA SFAMARE SUL LAGO DI COMO (da PescaSport & Nautica n°6)

È questo il numero di cormorani presenti, accertato da studi ed accurati censimenti, che preoccupa non poco le istituzioni alieutiche locali. Il loro pasto quotidiano si aggira in media sui quattro etti di pesce. Come conseguenza diretta, il costante depauperamento delle acque del Ceresio. Se ne è discusso a Porlezza, nell’alto comasco.
Il cormorano per eccellenza (Phalacrocorax carbo) può raggiungere la taglia maggiore di 90 cm di lunghezza e ha un’ampia distribuzione essendo presente con alcune razze locali in Europa, Asia centrale e settentrionale, Africa, Australia e Nuova Zelanda. Ormai da specie migratoria si sta evolvendo in specie stanziale e nidificante. È quanto emerso in occasione di un convegno svolto a Porlezza (alto comasco) in cui è stata presentata la monografia “Tremila becchi da sfamare” a cura dell’Associazione dilettantistica provinciale pescatori sportivi e subacquei della sezione di Como della Fipsas.

CENTINAIA DI TONNELLATE DI PINNUTI DEPREDATI
La monografia rientra nella collana dei “Quaderni di pesca del lago di Como”. Il numero di tremila soggetti di cormorani presenti, accertato da studi ed accurati censimenti, preoccupa non poco le istituzioni della pesca che vedono il continuo depauperamento delle acque del Ceresio. Considerando che il pasto quotidiano di un cormorano si aggira intorno ai quattro etti di pesce, emerge che centinaia di tonnellate di pinnuti viene ingoiato da questi uccelli ittiofagi. E qualche specie ittica è ai limiti dell’estinzione. I dati esposti nella monografia dimostrano, altresì, le difficoltà che incontrano anche i decisori nelle loro possibili scelte, finanziando ad esempio la Comunità Europea un progetto di valorizzazione della fauna ittica, mentre la specie viene sistematicamente falcidiata dai cormorani, peraltro protetti da norme datate ed emanate dalla stessa CEE. Nella Regione Lombardia, nonostante il contenimento selettivo del cormorano sia legiferato (art. 41 L.R. 26/93) si procede a macchia di leopardo. Alcune Province sono intervenute, altre attendono i risultati di studi commissionati. E comunque senza un’univoca linea operativa.
Negli anni scorsi nella provincia comasca sono stati effettuati anche alcuni interventi dissuasivi in conformità al piano di abbattimento approvato dalla Giunta provinciale. Ma rimane pur sempre poca cosa rispetto alla complessità del problema. Nel corso del convegno è emersa anche la strategia di contenimento nel Canton Ticino. L’Ufficio federale dell’ambiente ha autorizzato i Cantoni di Neuchatel, Vaud e Friburgo ad adottare provvedimenti contro gli uccelli ittiofagi nell’intento di proteggere gli interessi dei pescatori. In sostanza, le autorità sono state legittimate a limitare la riproduzione di cormorani considerando che ormai il fenomeno sta assumendo proporzioni sempre più inquietanti. Agli stessi Cantoni compete il compito di provvedere ad elaborare uno specifico regolamento di applicazione.

È UN PROBLEMA NON PIÙ DIFFERIBILE
A conferma del problema, non più differibile, connesso alla presenza del cormorano (ne abbiamo recentemente parlato nello scorso numero), si è svolto presso il municipio di Albisola Superiore (nel savonese) un incontro tra il senatore Franco Orsi (Pdl, sindaco della cittadina ligure) ed i rappresentanti di associazioni di pescatori il cui tema focalizzava la possibilità di inserire il cormorano (Phalacrocorax carbo sinensis) tra le specie cacciabili.

V.B.

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